Documento

Un decalogo per i capi ufficio

Lo vediamo così

Un “decalogo” per i capi ufficio scritto da magistrati e non magistrati, che non fissa regole (non competono a noi), ma individua valori e prospettive che riteniamo essenziali e conformi alla figura ordinamentale che la nostra Costituzione, le normativa e l’esperienza ci propongono.

Un capo al servizio dei beni comuni (giustizia; diritti; legalità), al servizio dei magistrati (e della loro indipendenza) e del personale dell’ufficio. Un capo che sa di non avere il diritto di diventarlo e che si preoccupa dei compiti e dei doveri che la funzione gli richiede. Un capo che sa motivare e progettare e, per fare questo, sa ascoltare e decidere. Un capo che conosce le regole base della tecnologia e della gestione e nello stesso tempo valorizza le competenze altrui. Un capo che cura la formazione e non ha paura di valutare. Un capo che lavora di più dei “suoi” magistrati e sa guardare oltre i confini del proprio ufficio.

Troppe competenze? Troppi doveri? Forse, ma tutti abbiamo sperimentato la differenza che un buon capo ufficio può fare. Discutiamone. Provare a scrivere il decalogo ci è servito per capire di più. Confrontarci con altri prima di definirlo è stato un arricchimento. Speriamo che leggerlo e parlarne sia utile a molti.

Luigi Marini


IL DOCUMENTO (accedendo con username e password puoi lasciarci un tuo commento)

a cura di: Claudio Castelli, Presidente Aggiunto GIP Tribunale di Milano; Pasquale Liccardo, Presidente di Sezione Tribunale di Bologna; Luigi Marini, Magistrato Corte di Cassazione; Maria Eugenia Oggero, Magistrato distrettuale Corte d’Appello di Genova; Luca Verzelloni, direttore COMIUG; Mauro Salvato, Università di Padova; Stefano Zan, Università di Bologna e Presidente COMIUG.

7 maggio 2012
Ultimi articoli
In ricordo.

In quella voragine è finita anche una parte dello Stato

di Stefano Musolino
La voragine di Capaci ci sollecita a non perdere mai il senso dello Stato e a non restare intrappolati tra tentazioni carrieristiche, timori reverenziali, atteggiamenti burocratici ed individualismi esasperati
Turchia.

Lettere dai magistrati turchi

Il 23 maggio è la giornata di sensibilizzazione per l'indipendenza della giustizia in Europa. Pubblichiamo la traduzione in dodici lingue delle Letters from the Turkish Judiciary edite in e-book da Medel, impressionante testimonianza dell'incredibile accelerazione della caduta dello Stato di diritto in Turchia
Polonia.

WeDisagree. La voce dei giuristi polacchi

Il video raccoglie le voci dei giuristi polacchi, che esprimono la loro opposizione a quello che sta succedendo il Polonia: “la nostra comune casa democratica viene smantellata da coloro che sono al potere, pezzo dopo pezzo, in violazione della nostra Costituzione e dello stato di diritto”
Sulla proposta di riforma.

Separazione delle carriere: a rischio l’indipendenza del Pubblico ministero

La riforma è contraria ai principi affermati in ambito europeo che incoraggiano l'autonomia del pubblico ministero come presupposto dell'indipendenza di tutto il potere giudiziario, per una giustizia equa, imparziale ed efficiente
Polonia.

Nuova procedura di infrazione per le riforme sulla giustizia

di Mariarosaria Guglielmi
Dichiarazione di Medel sulla procedura d’infrazione della Commissione Europea contro la Polonia per il nuovo sistema disciplinare dei magistrati, contrario al principio di indipendenza della magistratura
Liberazione.

Il senso dell’unità antifascista e costituzionale del 25 aprile

La giornata della memoria antinazista e antifascista assume quest’anno un significato più forte, come risposta a quanti in Italia e in Europa predicano teorie contrarie alla nostra Costituzione e rivendicano scelte di negazione dei diritti