Il commento

La valutazione dei magistrati

di LUIGI MARINI

Ieri in Cassazione è stato presentato il libro di Lionello Mancini "L'onere della toga".

Nel suo intervento Michele Vietti ha espresso un concetto che la magistratura "progressista" (ricorro per semplicità di argomenti a questa espressione nonostante sia abusata e talvolta ambigua) ha avanzato da tempo:

la legittimazione costituzionale del magistrato che lo abilita a "fissare la legge" del caso concreto (e dunque a farsi in qualche modo legislatore) non sta certo nella investitura popolare o in una responsabilità politica (dimensioni a cui è estraneo, per fortuna) né nel superamento di un concorso, ma si rinviene nella sua "qualificazione professionale"; e questa comprende, come ha aggiunto Giorgio Santacroce, sia la preparazione tecnica sia la capacità di lavorare all'interno di un'organizzazione complessa sia "lo sforzo assiduo di capire la società e la sua evoluzione".

Non c'è, dunque, nessuna forma di presunzione in quei magistrati che non rifiutano di essere valutati e che accettano di confrontarsi con una valutazione equilibrata ma "vera". Si pongono così non perché pensano di essere migliori, ma perché capiscono che solo un sistema di valutazione effettivo potrà garantire la loro reale indipendenza; questa è messa in pericolo molto più dall'assenza di presidi di qualità e professionalità che dalle valutazioni "incrociate" o da un sistema di valutazione più aperto.


(14 marzo 2014)
14 marzo 2014
Ultimi articoli
Immigrazione

Dichiarazione di Medel (Magistrats européens pour la démocratie et les libertés) sulle attività di soccorso in mare e il decreto sicurezza-bis

Di fronte alle scelte degli stati membri che sono in aperto conflitto con i valori sui quali l’Unione si fonda, l’Europa deve rimanere fedele alla sua storia e alla sua identità e adottare con urgenza una politica in materia di immigrazione per garantire la  tutela effettiva dei diritti di tutte le persone, che rappresenta un  limite invalicabile per  tutti i governi e i legislatori nazionali
Rassegna

«Il diritto alla vita vale meno di un ordine al governo»

«Il decreto sicurezza bis trascina il nostro Paese in un mondo capovolto rispetto al progetto costituzionale democratico dell’Italia repubblicana», dice il presidente di Magistratura democratica Riccardo De Vito.
(Il Manifesto, 7 agosto 2019)
Rassegna

«Csm, il sorteggio non può garantire il pluralismo»

di Giulia Marzia Locati
Pubblicato da il Fatto Quotidiano del 12 luglio 2019
Rassegna

«Ma il sorteggio mortifica il Csm»

Lettera di Mariarosaria Guglielmi al direttore de la Repubblica
Rassegna

Lo scandalo al Csm e le buone ragioni dell’associazionismo dei magistrati

di Gaetano Azzariti
Pubblichiamo articolo tratto dal il manifesto del 21 giugno 2019
In ricordo

L’attualità dell’insegnamento e della testimonianza di Salvatore Senese

di Edmondo Bruti Liberati
In tutte le sue diverse esperienze di “magistrato impegnato” ha mostrato come la fermezza sui valori e sulle idee debba unirsi all’ascolto e al confronto rifuggendo sempre da ogni settarismo