Il dibattito

Decreto legge c.d. "Fare"

L'occasione è l'ufficio per il processo

Pubblichiamo una serie di interventi sul d.l. "Fare, e sull'Ufficio per il processo:


1. L'analisi di Claudio Castelli - (Tribunale di Milano)

Il D. L. c.d. “Fare” quanto alla giustizia contiene anche provvedimenti deludenti e discutibili, ma pure rappresenta una grande occasione per i nostri uffici, dove potrà essere realizzato a regime l’Ufficio per il processo.

E’ vero che la via maestra avrebbe dovuto prevedere la creazione di una figura professionale ad hoc di nuova assunzione cui potevano poi unirsi stagisti e giudici onorari.
Ma è altrettanto vero che quanto ci viene proposto è di poter avere una prima concretizzazione (che speriamo di poter implementare) in tutte le sedi  dell'ufficio per il processo, riconoscendo che una delle direttrici che può consentire di intervenire sulla definizione dell’arretrato civile è assicurare un’assistenza qualificata al giudice. 

Potremo avere l'apporto qualificato di centinaia di laureati di eccellenza che lavorando negli uffici giudiziari ed ivi imparando potranno dare un aiuto nella ricerca giurisprudenziale, nella cura della scheda del processo, nella stesura di bozze di provvedimenti.

In alcuni Tribunali, in particolare Milano e Firenze, abbiamo potuto vivere esperienze felici che hanno dimostrato come un ufficio di questo tipo ben gestito dal Tribunale e dai giudici ( quindi non lasciando solo né l’affidatario, né lo stagista) possa portare ad un miglioramento della qualità, ad un significativo aumento delle sentenze prodotte (circa il 15 %), ad una diminuzione delle pendenze ( - 14 %), ad un supporto del giudice nell’attivazione del processo civile telematico.

L'introduzione dello stage come uno dei canali di accesso al concorso di magistratura ci assicurerà una grande platea di partecipanti e imporrà anche alle scuole di specializzazione di rivedere un atteggiamento troppe volte restio ad unire allo studio la formazione presso gli uffici giudiziari, costituendo una imperdibile occasione di iniziare a dialogare con l’università e l’avvocatura per la costruzione di una formazione comune e di una cultura condivisa in temi di professione legali.

Alcune questioni prima incerte quali l’obbligo del segreto, l’esclusione della necessaria esclusività del rapporto dello stagista e la compatibilità con la formazione forense vengono risolti in senso favorevole e condivisibile.

Non solo, ma vi è l’espresso impegno a fornire agli stagisti la necessaria strumentazione anche informatica.

Molto c'è da fare ora negli uffici: realizzare una vera e propria campagna di reclutamento nelle Università, raccogliere e stimolare le disponibilità tra i giudici, dare obiettivi a ciascun giudice, prevedere anche una formazione specifica centralizzata per gli stagisti, organizzare un monitoraggio, trovare qualche finanziamento per almeno per supportare i meno abbienti .

Francamente non credo si possa dare altrettanto favore alle ipotesi di rafforzamento delle Corti di Appello e della Cassazione, per come sono formulate.

Per le Corti di Appello il reclutamento di 400 magistrati tra magistrati in pensione e avvocati assomiglia terribilmente all'esperienza (fallimentare) delle Sezioni stralcio.
Che senso ha privilegiare persone in pensione o di una certa età in questa situazione in cui dovremmo privilegiare i giovani?  Non si tratta di pochi soldi, ma di più di 30 milioni (ovvero più di quanto si è speso per il Processo Civile Telematico), spalmati in più anni.

Non solo, ma, mantenendosi la composizione collegiale, le Corti ne godranno di un beneficio assai limitato. Non sarebbe stato meglio puntare in modo ancora più deciso sull'ufficio per il processo anche nelle Corti dirottando quei milioni di euro in borse di studio per i giovani laureati meno abbienti.

Anche la scelta degli assistenti di studio in Cassazione lascia perplessi. In realtà è una scelta a metà tra il massimario e l'aumento di organico. Ma è facile prevedere che non sarà risolutivo. O si interviene seriamente ed in modo più strutturato sulle impugnazioni o difficilmente la Cassazione tornerà luogo della nomofilachia con tempi ragionevoli.

Modifiche in sede di conversione sono possibili. Ed allora vi pongo alcuni temi di riflessione:

-         Ha senso l’esclusione dall’ufficio per il processo di Procure, Uffici Gip e Tribunali di sorveglianza?
-         Il parametro del voto minimo (27/30) in ben 8 esami non è eccessivamente selettivo per accedere agli stage?
-         Non dobbiamo almeno cominciare a pensare ad un nuovo assetto della magistratura onoraria che valorizzi chi abbia partecipato agli stage negli uffici (come fa la nuova legge), ma al contempo  dia una soluzione a chi da anni svolge le funzioni di giudice onorario e di vice procuratore onorario.

Credo doveroso dare il nostro contributo.
 

2. L'intervento di  Elena Riva Crugnola, Enrico Consolandi, Angelo Mambriani (Tribunale di Milano).


Abbiamo letto il commento di Claudio Castelli alla previsione organizzativa di inserire stagisti negli uffici giudiziari e le voci critiche di alcuni colleghi.
Sulla base dell’esperienza degli uffici giudiziari milanesi, da ultimo messe a confronto anche nell’assemblea degli osservatori sulla giustizia civile di Reggio Emilia, l’apporto di tirocinanti/stagisti in sezioni civili può essere molto utile se:
*la durata del tirocinio è tale da ammortizzare il periodo di “ambientamento” iniziale
*il processo è gestito con PCT  e, soprattutto, secondo il modello della specializzazione e della formazione progressiva della decisione (studio del fascicolo fin dalla prima udienza, redazione scheda del processo, rilievi ufficiosi, inviti alla conciliazione e alla mediazione ivi, riserva all’esito dei termini ex art.183 cpc, ordinanza sulle prove motivata, decisione di norma ex art.281sexies cpc  redatta per punti).
In questo contesto:
* la redazione della “scheda del processo” da parte dei collaboratori non significa “superficialità” del giudice come adombrato da alcuni ma avere la disponibilità di un “brogliaccio” che, previa lettura degli atti e eventuale correzione del giudice, può essere utilizzato in tutti i successivi momenti di studio della causa con grande risparmio di tempo;
* l’assistenza del collaboratore nella verbalizzazione con PCT accelera i tempi di trattazione della causa  (se un collaboratore verbalizza riusciamo ad assumere il doppio di testimonianze nello stesso tempo risparmiandoci l’usura dovuta alla contemporaneità di ascolto e digitazione)
* la predisposizione di bozze di provvedimenti decisori “per punti” nelle cause meno complesse può raggiungere buoni risultati dopo un certo periodo di addestramento.
Abbiamo spesso trovato molto utili le ricerche preliminari, soprattutto degli  orientamenti dottrinali, affidate ai tirocinanti previo indirizzo generale da noi fornito, ricerche che non avremmo mai potuto sviluppare così ampiamente da soli per evidente mancanza di tempo.
Insomma: la presenza nelle sezioni civili di giuristi in formazione a nostro parere non deve essere vista come un ripiego ma come un nucleo di quella formazione comune dei giuristi che in molti paesi è una realtà molto efficace ed efficiente.
Infine,  nella formulazione di cui al dl “fare”, il positivo espletamento di un tirocinio di 18 mesi è abilitante (in alternativa alle SSPL) per la partecipazione al concorso in magistratura. Tale previsione rende il tirocinio negli uffici giudiziari  molto appetibile soprattutto per gli aspiranti magistrati. Infatti, il costo delle SSPL è spesso rilevante e le scuole impartiscono lezioni “frontali”.
 Certo l’inserimento dei tirocinanti negli uffici giudiziari, è fruttuoso solo se inserito in un particolare contesto di organizzazione del lavoro del giudice; più utile se l’impegno del giudice è concentrato sulla trattazione del processo, meno utile se il giudice è concentrato solo sulla redazione della decisione finale.


3. Le considerazioni di Barbara Fabbrini (Tribunale Firenze)

Riprendo l’argomento del DL “del fare” che in questi giorni è passato su varie liste, esclusivamente sul tema degli stage formativi.

Lo faccio alla luce di alcuni importanti dati che un nuovo monitoraggio effettuato in collaborazione con la CCIAA di Firenze (nell’ambito del protocollo per i progetti di innovazione con il Tribunale) sta mettono in luce nella nostra esperienza fiorentina che dal 2008 è condotta grazie ad alcune convenzioni con l’Ordine degli Avvocati e l’Università.

Premetto che la nostra sperimentazione è iniziata con soli 4 giudici per poi allargarsi a 25 e ha visto 105 tirocinanti avvocati e tra circa 80 studenti, ha interessato fondamentalmente 2 delle 3 sezioni civili e la sezione lavoro, il campione è quindi piuttosto attendibile.

Incidenza sull’arretrato: i dati 2009,2010, 2011  registrano nel contenzioso un indice medio di smaltimento maggiore nei giudici con stagista rispetto a quelli senza stagista che va dal 9% al 17%, una capacità di smaltimento nel primo anno di ingresso del modulo che vede punte in alcuni ruoli del 50%, un indice di ricambio (differenza tra entrate e uscite) sempre positivo con punte oltre il 50% nel 2010 (secondo anno dall’inizio della sperimentazione,  una diminuzione delle pendenze totali media per i giudici con stagista del -6%. Quanto alle definizioni con sentenza si registra nei giudici con stagisti un incremento di definizione con sentenza assolutamente positivo: 35% nel 2009, 55% nel 2010 e 2011 in più per i giudici con stagista rispetto quelli senza stagista.

Incidenza sulla durata dei processi e sulla gestione del ruolo: Alcuni dati sono significativi rivelano una maggior capacità di gestione del ruolo e quindi anche una diminuzione della durata media dei procedimenti. Posseggo per ora solo il dato disaggregato per sezione, ma posso dire che con riferimento alla seconda sezione si registra nel 2009 -61%, nel 2010 -21%, nel 2011 -18% della durata dei procedimenti dei giudici con stagista rispetto a quelli senza stagista. Significativa in tal senso è anche la capacità di emettere sentenze contestuali: la media riferita a tutto il tribunale vede i giudici con stagista avere una capacità di emettere sentenze contestuale maggiore rispetto a quelli con stagisti con percentuali estremamente significative: nel 2009% di + 120% rispetto a quelli senza stagista, nel 2010 del + 131%, nel 2011 + 53%.

E’ evidente come l’affiancamento di assistenza abbia aiutato a gestire meglio il ruolo, tanto da poter incidere con sentenze a verbale di udienza emesse in giornata.

Il monitoraggio fiorentino conferma quindi le positive esperienze di Milano e di altri uffici e rende chiara l’importanza di avere inserito nel DL per la prima volta una stabile previsione di tirocinio formativo appositamente dedicato all’assistenza al giudice e con abilitazione alle professioni legali successive. Gli esiti del nostro monitoraggio palesano altresì come lo stage formativo debba essere considerata come una prima tappa verso un modulo organizzativo più ampio, di ufficio per il processo,  che se veramente adottato e concretamente realizzato potrebbe portare negli uffici giudiziari un abbattimento dell’arretrato e una migliore gestione delle cause e in scala nazionale evidenti risparmi di spesa.

Alcune considerazioni:

arretrato e incidenza sulla domanda di giustizia: certamente l’affiancamento di uno stagista comporta quindi un chiaro aumento della capacità di smaltimento, ma incide indirettamente anche sulla domanda.

Una migliore gestione del ruolo comporta anche una minore durata dei processi e una capacità di rendere decisioni immediate. E’ evidente che una buona parte del contenzioso civile che vive sulla “speranza” di una considerevole durata del processo e di per sé stesso scoraggiato ove tale durata si riesca a contenere. Non solo ma se riusciamo ad inserire stagisti nella massimazione di sentenze potremmo costruire banche dati di merito che certamente aiutano anche nel rendere conoscibili alcuni indirizzi giurisprudenziali e quindi ad “orientare” meglio gli avvocati per le loro scelte difensive.

cambiamento mentalità nell’organizzazione del lavoro del giudice: Ho letto molte mail e comprendo assolutamente la diffidenza che alcuni hanno verso il tirocinio formativo, anche a Firenze l’avvio non è stato semplice, ma è stato solo cambiando mentalità e pensando a come gestire il proprio lavoro con i collaboratori che siamo arrivati ai risultati che ho sopra indicato. In ciò fondamentale è stato certamente assicurare la continuità del modulo; per questo è importate che sia previsto com legge in modo stabile il tirocinio abilitante non rimesso esclusivamente a singole convenzioni che solo gli uffici e le realtà più virtuose riesco a porre in atto.

Cosa aspettarsi dalla conversione del DL e per l'immediato futuro?

Se i dati sono quelli che anche Firenze, Milano  e altre realtà dimostrano è evidente che l’assistenza stabile al giudice è fondamentale non solo in termini abbattimento dell’arretrato ma anche di impatto economico,  e pertanto lo organizzativo andrebbe certamente potenziato e sfruttato più di quanto indicato nel DL  “del fare”.

Concordando con quanto scritto da Claudio Castelli e dal altri mi auguro quindi che:

·         si riesca a trovare più risorse per lo stage formativo e per l’ufficio per il processo. E’ davvero un progetto per i giovani, di orientamento e inserimento nel mondo delle professioni legali e nei concorsi delle PA. Ha poco senso davvero puntare su 400 ausiliari, peraltro tra magistrati e avvocati in pensione che vedranno presumibilmente come poco appetibile il ruolo di ausiliario, e non sostenere maggiormente l’ufficio del giudice.

·         siano previste borse di studio per gli stagisti. Il rischio di lasciare la remunerazione delle borse a terzi finanziatori rischia di far fallire il modulo organizzativo su larga scala nazionale. E’ prevedibile che le domande si concentreranno negli uffici virtuosi che riusciranno a reperire risorse con i terzi finanziatori.

·         possano essere ammessi al tirocinio abilitante anche gli attuali tirocinanti in possesso ovviamente dei requisiti previsti dal DL : non sono poche unità quelli che alla data della conversione stanno espletando lo stage nei vari ufficio. Ragioni di equità impongono la equiparazione e ciò garantirebbe in molti casi anche il permanere degli stagisti, prolungando lo stage e il tirocinio attualmente in atto sino al compimento dei 18 mesi.

·        Si inizi a ragionare anche  sulll’inserimento dei GOT, intanto seguendo quanto suggerito in questi gironi da alcuni nelle varie ML, ovvero lasciando a chi lo ritenga la facoltà di partecipare all’ufficio del giudice secondo le modalità previste dal DL , con gli effetti abilitanti ivi introdotti.

·         Appostare sin da subito le risorse necessarie per garantire le risorse informatiche e materiali necessarie agli uffici per attuare davvero il progetto: il DL prevede giustamente che il Ministero si fa carico di dotare le necessarie risorse informatiche, ma non è chiaro come ciò sarà realizzato e con che tempi. Se il DL avrà il suo normale corso è da settembre che gli uffici dovranno confrontarsi con le domande e con le relative problematiche organizzative.

Proprio oggi una delle nostre prime stagista che abbiamo avuto in Tribunale, all’epoca studentessa, mi ha comunicato, con orgoglio, che sarò la sua prima affidataria del civile: è diventata MOT  !! 

Un piccolo ma concreto segno che la stage formativo è certamente anche una speranza di crescita verso una cultura comune giuridica per i nostri giovani

(aggiornato al 24 giugno 2013)

18 giugno 2013
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