Jobs act: a rischio diritti e controllo legalità

Si progetta futuro giovani con miraggio tutele

ROMA - Il progetto di riforma del lavoro sembra avere ora un contenuto più chiaro: lavoro per tre anni senza tutele, neanche contro il licenziamento immotivato, col potere assoluto e insindacabile delle imprese di dare e togliere lavoro e senza alcuno spazio per il controllo di legalità, visto che di giusta causa e giustificato motivo non ci sarà più bisogno.

Si presenta l’articolo 18 dello Statuto come fattore di dissuasione per gli investitori stranieri e strumento di intromissione dei giudici nella vita delle aziende, dimenticando che ogni valutazione della magistratura è solo a tutela della legalità e che la necessità che il licenziamento abbia una giusta causa o un giustificato motivo è imposta dalle norme fondamentali del nostro paese e dalla stessa Carta europea.

Si progetta il futuro dei giovani sottraendo loro diritti e promettendo, secondo uno stile criticabile, tutele che verranno, tra tre anni o forse mai. Un articolo 18 trasformato così in miraggio, al pari delle misure di protezione sociale sul cui finanziamento cala il silenzio.

Magistratura democratica non può che allarmarsi di fronte al tentativo di cancellare diritti e controlli di legalità, così togliendo alle future generazioni ogni speranza di vedere seriamente aggredite le disuguaglianze sociali.

Alla base di tali riforme vi è in realtà il timore che il controllo di legalità costituzionale diffuso, proprio della giurisdizione, si ponga come l’ostacolo principale ad ogni disegno di restaurazione nell’ambito del diritto del lavoro. Md riafferma, invece, con forza questo insuperabile connotato di garanzia a cui i giudici del lavoro, come tutti gli altri magistrati, non intendono abdicare.

L’esecutivo di Magistratura democratica

(29 settembre 2014)

29 settembre 2014
Ultimi articoli
Combattere le radici della degenerazione

L'impegno di Magistratura democratica

di Riccardo De Vito
Per ricostruire l’indipendenza interna ed esterna della Magistratura occorre riportare la democrazia negli uffici, ‘decomporre’ il potere dei capi, mostrare coerenza tra predicato e praticato, profondere impegno e partecipazione nei luoghi dell’elaborazione comune, a partire dall’ANM. Solo così, in luogo della politica del potere, potrà finalmente ripartire la politica delle idee.
Due seminari in vista del Consiglio Nazionale

Continuando a discutere: MD, la crisi, le proposte

di Esecutivo di Magistratura democratica
In vista del Consiglio Nazionale del 13 giugno 2020 invitiamo tutti a partecipare a due incontri aperti: il primo sul sistema elettorale del CSM e sulle sue prospettive di riforma; il secondo sul ruolo della dirigenza e sulla conformità delle funzioni direttive all’assetto costituzionale della magistratura, differenziata al suo interno soltanto per funzioni.
Intervento al Comitato direttivo centrale dell'ANM

Appunti in difesa dell'Associazione Nazionale Magistrati

di Silvia Albano
Il valore e la centralità dell’ANM, casa comune di tutti i magistrati, dove ogni orientamento trova modo di esprimersi e che dal pluralismo trae la propria ragion d'essere e la sua autorevolezza.
MEDEL: a 28 anni dalla strage di Capaci

23 maggio: giornata di allerta per l'Indipendenza della Giustizia

di MEDEL - Magistrats Européens pur la Démocratie et les Libertés
Ricordando l'anniversario dell'assassinio di Giovanni Falcone da parte della mafia nel 1992, MEDEL ha dichiarato il 23 maggio Alert Day sull'Indipendenza della Giustizia in Europa. Come sottolinea la dichiarazione diffusa oggi, negli ultimi anni gli attacchi contro l'indipendenza della magistratura sono aumentati e quel che accade in Ungheria, Polonia, Romania, Bulgaria testimonia la fragilità dei sistemi giudiziari anche in Europa. Medel ricorda, in questi giorni, anche le vicende della Turchia e di Murat Arslan, il presidente dell'associazione membro di Medel, ancora detenuto e condannato ad una pena di dieci anni, in violazione dei principi del giusto processo.
A proposito della querelle Bonafede-Di Matteo

Domande senza risposte e ineffabili suggestioni

di Mariarosaria Guglielmi
Le interlocuzioni che hanno preceduto la nomina del responsabile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, rivelate durante una trasmissione televisiva da uno degli interessati, sono l'occasione per riflettere sulle esternazioni dei magistrati, i loro limiti e le ricadute sui rapporti fra le istituzioni.
La scomparsa di Franco Cordero

Il ricordo di Magistratura democratica

di Elisabetta Cesqui
Rigoroso e geniale, graffiante e immaginifico. Nelle parole di Betta Cesqui, il ritratto di un grande Maestro: capace di straordinaria ironia e umanità, sempre pronto a mettere la sua sconfinata cultura al servizio dei valori collettivi, ma senza mai cedere al protagonismo mediatico.