1964-2014. Md compie 50 anni

50 anni sono tanti,
ma non bastano ancora

di Luigi Marini

La storia di Md trasmette a chi sa coglierli i valori di uguaglianza e dignità delle persone, lo sforzo di attuazione dei principi costituzionali, la costruzione di una magistratura al servizio di tutti i cittadini ma, soprattutto, degli ultimi. Una bella eredità che spetta a noi far vivere nel mondo “nuovo” che ci è dato in sorte

L’ orgoglio di stare
in Magistratura Democratica

di Carlo Maria Verardi

Sento l’orgoglio di stare dentro Md soprattutto quando il gruppo riesce ad uscire fuori dallo steccato della giurisdizione. Le richieste di trasformazione in senso democratico della società saranno forti, però, solo nella misura in cui Md saprà continuare a produrre trasformazioni nella magistratura

Magistratura Democratica
tra eresia e riforma

di Nello Rossi

Md – nata nel punto di intersezione tra la crescente insoddisfazione per la condizione servente e asfittica del diritto e la nascente passione civile per una idea più ricca ed alta di democrazia – non è rimasta confinata al rango di “eresia”, ma ha cercato di divenire, e per molti versi è divenuta, “riforma”

Nove massime
di deontologia giudiziaria

di Luigi Ferrajoli

Quanto più riconosciamo l’intrinseca politicità della giurisdizione e difendiamo l’impegno civile e politico dei magistrati, tanto più rigorosa, per la credibilità del ruolo di garanzia dei diritti che assegniamo alla magistratura, deve essere la deontologia professionale dei magistrati

50 anni sono tanti,
ma non bastano ancora

di Luigi Marini

La storia di Md trasmette a chi sa coglierli i valori di uguaglianza e dignità delle persone, lo sforzo di attuazione dei principi costituzionali, la costruzione di una magistratura al servizio di tutti i cittadini ma, soprattutto, degli ultimi. Una bella eredità che spetta a noi far vivere nel mondo “nuovo” che ci è dato in sorte

Fare festa per il traguardo di 50 anni di vita di Magistratura democratica è anche rendere trasparente e conoscibile una storia che non può essere annegata nei luoghi comuni e nelle frasi di comodo.

Per comprendere il ruolo svolto da Magistratura democratica nel panorama associativo e in quello politico occorre conoscere le ragioni della sua nascita e i passaggi essenziali della sua evoluzione. Questo “esercizio di memoria”, che vogliamo fondare sui documenti originali che pubblicheremo, non guarda al passato, ma vuole rendere giustizia all’impegno di donne e uomini che hanno cambiato la giurisdizione e hanno saputo nell’arco di molti anni raggiungere tre obiettivi fondamentali: portare la Costituzione nella giurisdizione e la società dentro la magistratura; portare nella vita della magistratura i principi costituzionali di uguaglianza e pari dignità; portare la magistratura nella società e nei suoi momenti istituzionali.

L'esercizio di memoria trova oggi una base solida nel progetto di raccolta della documentazione storica di Magistratura democratica che i suoi iscritti hanno conservato e che è in fase avanzata di attuazione presso l'Istituto Storico della Resistenza di Torino. Da quell'archivio ricchissimo, che sarà catalogato e ordinato e poi completato con materiale video e interviste, abbiamo tratto alcuni documenti originali. I lettori potranno così leggere, tra gli altri, il progetto originale del gruppo, reso pubblico in occasione delle elezioni associative del 1964 (che fa parte dei documenti che avevamo pubblicato nel 2004), i verbali dell'assemblea del marzo 1965 in cui viene approvato lo statuto e gli appunti, sempre del 1965, per la formazione del gruppo di studio chiamato a sviluppare i principi fondativi.

Quei valori e quei principi che hanno guidato l’azione del Gruppo nei decenni a seguire e costituiscono ancora l’aspirazione che tiene insieme gli uomini e le donne che in Md si riconoscono. E’ giusto che coloro che oggi fanno vivere il Gruppo siano criticati per le incoerenze e i limiti della loro azione, ma sarebbe paradossale non vedere che la visione non corporativa del lavoro di magistrato si sposa ancora, in Md, con la ricerca di dialogo con la società, con la dimensione europea del diritto e dei diritti, con la voglia di capire cosa ci accade intorno: tutti elementi che riteniamo essenziali per essere magistrati migliori.

Gli altri documenti che pubblicheremo in questo cinquantesimo sono la minima parte di una elaborazione culturale che ha accompagnato il nostro mutare assieme ai cambiamenti della società e delle istituzioni. L’eclissi delle ideologie si è fatta sentire anche dentro la magistratura, rendendo i confini più labili e le prospettive molto meno chiare. Md ha saputo cogliere già 12 anni fa il segno dell’evoluzione, aprendosi a una elaborazione più ampia che oggi si colloca in Area. Ma questo non ha annacquato le riflessioni sulle diseguaglianze sociali, sui rischi del potere irresponsabile, sul ruolo servente del nostro lavoro. Parlano di tutto ciò la giurisprudenza cui concorriamo, l’impegno per una migliore organizzazione degli uffici, i documenti coi quali ci confrontiamo sui terreni della evoluzione legislativa e delle riforme. Senza rigurgiti di conservazione ma con attenzione ai meccanismi istituzionali e con spirito critico verso i messaggi culturali che il “nuovo” porta con sé.

L’eredità che quei documenti e quella storia rappresentano non è diventata un peso di cui liberarsi. Al netto dei profili “ideologici” che caratterizzavano i decenni trascorsi, la storia di Md trasmette a chi sa coglierli i valori di uguaglianza e dignità delle persone, lo sforzo di attuazione dei principi costituzionali, la costruzione di una magistratura al servizio di tutti i cittadini ma, soprattutto, degli ultimi.

Una bella eredità che spetta a noi far vivere nel mondo “nuovo” che ci è dato in sorte.

4 luglio 2014