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magistrato

Sergio Staino
vignettista satirico


È tornata: Agemda 2014
Presentazione nazionale
il 27 settembre a Torino
con la partecipazione
del segretario nazionale MD
Anna Canepa
e Gianrico Carofiglio

Venerdì 27 settembre 2013 - ore 18
Liceo D'Azeglio
Via Parini, 8 - Torino


Per ordinare Settimanalmente e per avere la presenza degli autori alla presentazione rivolgetevi a Luca Semeraro (luca.semeraro@giustizia.it) e a Fernanda (fernanda.torres@alice.it – tel. 349-7805555).
Luca e Fernanda vi daranno anche tutte le informazioni amministrative necessarie.

Gli utili conseguenti alla diffusione di Settimanalmente saranno devoluti ad associazioni impegnate nella tutela dei diritti e dei soggetti deboli

Agemda è andata in stampa il 15 luglio 2013,
disponibile per la diffusione a partire dal 7 settembre 2013.
La presentazione nazionale è in programma a Torino il 27 settembre 2013




Recuperare la visione della Giustizia come bene comune
di Anna Canepa
segretario nazionale di Magistratura Democratica

Nell’anno trascorso abbiamo assistito alla tempesta perfetta che ha spazzato illusioni e speranze di cambiamento. La crisi è profonda, ed è crisi di sistema.

La realtà quotidiana è fatta di pessimismo e preoccupazione.

In Italia ci si uccide e si tenta di uccidere per avere perso il lavoro, per avere perso la speranza del futuro. La crisi economica ha messo ancora di più in evidenza le criticità del nostro paese, che non ha mai brillato per buona amministrazione delle risorse pubbliche, disperse nei torrenti impetuosi della corruzione. Siamo ancora una volta in una fase cruciale della vita nazionale e ciascuno di noi è chiamato alla responsabilità.

Dobbiamo necessariamente guardare avanti, concentrarci sugli obiettivi prioritari nell’interesse generale. Ma non dobbiamo essere partecipi al tentativo strisciante di rimozione generale in atto.

Di nuovo, in questa stagione, c’è poco, se non una forte spinta alla rimozione della politica dei diritti.

La crisi di sistema che stiamo vivendo impone invece la necessità di dare tutela a chi non ha o ha perso dignità. Solo la garanzia dei diritti e della dignità delle persone — tenendo sempre presente che un diritto è veramente tale quando spetta a tutti, altrimenti è un privilegio — può aiutare questo paese a riprendersi e non solo dal punto di vista economico.

Chi ha a cuore la democrazia non può ignorare la centralità di questo tema. Le lotte per la conquista dei diritti hanno inverato le democrazie occidentali nel secolo scorso: i diritti al lavoro, ad una vecchiaia vissuta con dignità, allo studio, alle cure mediche gratuite; la crisi in atto, con il tendenziale asservimento della politica agli interessi di un’economia puramente speculativa, che non conosce confini né limiti, sta svuotando queste acquisizioni di civiltà. Esemplare è il caso della scuola pubblica, sempre più mortificata non solo sul piano delle disponibilità economiche e materiali ma, ancor prima, come risorsa formativa indispensabile per consentire ai giovani di diventare cittadini responsabili e partecipi (art. 3 cpv. Cost.)

Non a caso la nostra Carta Fondamentale, dopo avere descritto la natura della Repubblica, affronta subito (art. 2) il tema dei diritti, riconoscendoli come preesistenti rispetto allo Stato in quanto intrinseci all’individuo, ed impegnandosi a garantirli. Si devono fornire proposte per dare efficienza, credibilità ed efficacia alla giurisdizione, ma nel contempo si deve operare per il superamento di una visione politica che, anche al livello dell’Unione Europea, accresce solo le disuguaglianze ed impoverisce od annulla i diritti dei singoli e della comunità.

Vi è la necessità di recuperare una visione della Giustizia come bene comune.

Non mancano segni di vitalità, non a caso proprio nel campo dei diritti. La lotta per l’affermazione della dignità dell’individuo continua a dare frutti, ed ecco quindi affacciarsi nuove sensibilità nei confronti degli omosessuali, l’idea che la cittadinanza in quanto tale comporti il diritto ad un reddito, l’estensione della libertà dell’individuo sino ai confini della vita.

La battaglia per i diritti diventa allora un tema centrale e chiama in causa oggi più che mai i poteri, ed in particolare il potere giurisdizionale che quei diritti deve affermare. Dobbiamo essere tra le forze vitali impegnate a ricostruire una vera linea di politica costituzionale che abbia al centro l’affermazione dei diritti.

Proviamo quindi ad alzare gli occhi, a sollevare lo sguardo dal quotidiano che ci opprime, proviamo a ritrovare insieme l’orgoglio e la speranza.

Dopo un paio d’anni di assenza Agemda torna in campo, con un nuovo formato, affrontando alcuni fra i diritti più problematici di questi anni.

Si avvale di contributi importanti, in diversi casi provenienti da contesti esterni alla Magistratura: compagni di viaggio le cui opinioni non necessariamente coincidono con la nostra. Perché Agemda è, da sempre, una proposta di dialogo, e un dialogo, per essere fecondo, ha bisogno di una pluralità di voci.

Ci è sembrato bello aprire le danze con un brano di Marco Ramat, radice vitale di Md.