Domenica, 26 febbraio 2017
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  COMUNICATO
Area sulle promesse mancate del Governo

Disattesi impegni con ANM su d.l. 168/2016

Il Governo disattende ancora una volta gli impegni formalmente assunti con l’ANM e non pone alcun correttivo alle gravi distorsioni determinate dal d.l. 168/2016, contenente la previsione di una proroga dell’età di pensionamento dei magistrati, limitata ai soli “apicali “ della Cassazione, e un’ingiusta elevazione del termine di legittimazione per i trasferimenti che non prevede neppure norme transitorie e danneggia soprattutto i magistrati più giovani.

Viene confermato, quindi, un provvedimento che contrasta con la Costituzione sotto diversi, evidenti profili e che, incurante dei riflessi in tema di indipendenza e di autonomia della magistratura, lascia in carica per scelta normativa i vertici di alcuni uffici giudiziari (e solo di quelli).

È solo l’ultima di una serie di promesse mancate.

Il Governo rimane inerte di fronte alle gravissime disfunzioni degli uffici - aggravate a breve dal congedo dei numerosi magistrati non toccati dal decreto di proroga - e non fa nulla per consentire una miglior distribuzione e una rapida copertura degli organici, rimedi necessari per dare risposte immediate, soprattutto negli uffici di frontiera.

Si pretende di risolvere una situazione di permanente emergenza facendola gravare soprattutto sui più giovani, cui si chiedono, ancora una volta, importanti sacrifici personali, allungando il termine di legittimazione al trasferimento. Si mostra anche grave disinteresse per la formazione professionale dei giovani magistrati, riducendone il tirocinio formativo. Un disinteresse che, sottovalutando la difficoltà e la complessità del lavoro giudiziario, sottende disinteresse per la qualità della giurisdizione.

Tra i temi che chiediamo vengano inseriti nell’agenda dell’ANM vi è anche quello di mettere mano al sistema di reclutamento dei magistrati, che dovrebbe ripristinare la possibilità di accesso al concorso diretto e rimuovere un presupposto di legittimazione che, da soglia di preparazione, è divenuto, di fatto, una soglia “di censo”, limitando l’accesso alla magistratura a coloro che possono permettersi un programma di formazione preliminare assai lungo e non sempre utile.

Già in precedenza Area aveva chiesto con forza all’ANM, anche attraverso la propria componente in CDC, una dura stigmatizzazione della condotta del Governo ed aveva altresì chiesto alla Giunta unitaria di chiedere ai magistrati “prorogati” di rinunciare al privilegio loro accordato; Area, inoltre, aveva chiesto all’ANM di tenere alta la vigilanza sull’azione del Governo e di supportare con una manifestazione di solidarietà lo sciopero indetto dal personale amministrativo della Giustizia.

Prendiamo atto che lo sforzo profuso è stato vano ed altri gruppi hanno preferito mantenere una posizione più moderata, salvo proporre poi con propri comunicati, scritti e divulgati con straordinaria prontezza, proprio le iniziative richieste da Area; iniziative che, ben prima di oggi sarebbe stato necessario intraprendere.

Ci spiace che si sia preferito far propaganda invece che mostrare all’esterno, tramite la giunta ANM, la ferma volontà di protesta della Magistratura, unita e compatta a difesa dei valori costituzionali.

Tale comportamento ci induce a manifestare liberamente il nostro sconcerto e la nostra preoccupazione di fronte alle scelte dell’esecutivo e a fare come autonomo gruppo della magistratura associata ciò che, inascoltati, abbiamo chiesto fosse fatto dalla Giunta unitaria.

Auspichiamo dunque che gli effetti di una proroga così gravemente lesiva dell’immagine di autonomia e indipendenza della magistratura non siano accettati da coloro che dovrebbero beneficiarne e che i magistrati tutti valutino ferme e composte manifestazioni di protesta attuandole, prima ancora che con la proclamazione di uno sciopero, anche disertando le imminenti inaugurazioni dell’anno giudiziario cui non siano tenuti a prendere parte per dovere d’ufficio.

Il Coordinamento Nazionale di Area

(30 dicembre 2016)