Venerdi, 23 febbraio 2018
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PISTOIA

Si deve proseguire: anche con una sospensione impossibile tornare indietro

di Fabrizio Amato

presidente Tribunale Pistoia

Ministero e CSM ci continuano a sollecitare a fare tutto quanto necessario per raggiungere l'obiettivo nei tempi definiti (oramai meno di tre mesi). Fermarsi ora, da parte dei responsabili degli uffici- oltre che sciocco - a mio avviso è scorretto sotto il profilo istituzionale

Facendo mie tutte le considerazioni della collega presidente di Massa, ribadisco la vera assurdità degli interpelli per il personale amministrativo: a Pistoia siamo peggio che a Massa, su 10 che erano presso le sez. dist. tra pensionamenti e altro e ben 5 richieste di trasferimento in altra sede si accorpano due uffici e arriverà concretamente 1 solo funzionario amm.vo, con ricadute in termini organizzativi davvero devastanti.

Eppure, non mi lamento, anzi cerco (con il supporto convinto e generoso del Consiglio dell'Ordine degli avvocati: qualcuno storce la bocca, la gran maggioranza no) di bruciare tempi e tappe per realizzare entro lugli la soppressione di fatto delle distaccate. Ha senza dubbio ragione Maria Cristina Failla quando ricorda le ragionevoli e condivisibili riduzioni di spesa che comporta in generale (anche se da qualche parte non sarà così) la detta soppressione.

Francamente fin dall'inizio ho trovato quanto meno stravaganti le resistenze di alcuni colleghi (preoccupatisi persino delle spese per l'acquisto degli studi da parte di avvocati che ora dovranno traslocare, mah), là dove - certamente si poteva fare meglio ma intanto si fa! - si preannuncia dopo un secolo e mezzo una riorganizzazione più oculata della geografia giudiziaria.

Gli assestamenti fisiologici dureranno pure alcuni anni, occorreranno sforzi per trovare spazi adeguati per tutti, qualche comune dovrà spendere di più per dotare di nuove sedi le maggiori dimensioni dell'unico ufficio giudiziario, ma all'esito definitivo immagino che nessuno rimpiangerà i tribunalini soppressi e le sezioni assorbite, tranne qualche sindaco, i soliti politicanti di zona, gli anziani avvocati di piccoli centri di cui per decenni hanno condizionato la realtà giudiziaria e pure qualche vescovo che vede impoverirsi la sua diocesi.

Ministero e CSM ci continuano a sollecitare a fare tutto quanto necessario per raggiungere l'obiettivo nei tempi definiti (oramai meno di tre mesi), fermarsi ora da parte dei responsabili degli uffici- oltre che sciocco - a mio avviso è scorretto sotto il profilo istituzionale.

Se mai divenisse di una qualche concretezza una forma di sospensione, qualora tutto in massima parte sia stato realizzato sarebbe comunque impossibile tornare indietro. Quindi, si è partiti e si deve coerentemente proseguire. Cara Maria Cristina Failla, la certezza di come deve finire noi l'abbiamo già, quella di fare il nostro dovere e realizzare quanto richiestoci nel tempo determinato.