Venerdi, 14 dicembre 2018
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PROCURA DI SANREMO

Senza l'accorpamento l'estinzione sarà inevitabile

di Roberto Cavallone

Procuratore capo di Sanremo

La Procura della Repubblica di Sanremo – in mancanza di interventi alternativi – è comunque destinata ad estinguersi per morte naturale poiché le scoperture nell’organico del personale amministrativo sono ormai prossime al 50%. Un'ipotesi di rinvio inoltre avrebbe ricadute economiche e rischi altissimi di prescrizioni di massa

La riforma della geografia giudiziaria nell’estremo ponente ligure (che comprende i circondari di Sanremo ed Imperia) con il conseguente accorpamento di Sanremo all’ufficio giudiziario ubicato nel capoluogo di provincia è vissuto dai magistrati (ma anche dal personale amministrativo), com’era naturale aspettarsi, in modo variegato, a seconda dell’appartenenza all’ufficio soppresso o a quello accorpante e alle funzioni svolte.

L’ufficio accorpante (magistrati e personale amministrativo) vede con una certa preoccupazione la fusione poiché è probabilmente l’unico caso in Italia in cui l’ufficio che accorpa è più piccolo di quello accorpato, sia in termini di organici di magistrati che (soprattutto) di carichi di lavoro, ciò proprio in considerazione della differente estensione territoriale dei due circondari e del differente peso delle realtà economiche rispettivamente presenti. Si teme un effetto “tsunami” sugli equilibri consolidatisi in decenni.

Dal canto loro alcuni magistrati dell’ufficio giudiziario di Sanremo vedono come una “deminutio” il passaggio ad Imperia, proprio in quanto storicamente sono sempre stati il Tribunale e la Procura di Sanremo il polo giudiziario di maggior peso nell’estremo ponente ligure, rispecchiando in questo, come detto, le differenti realtà economiche e territoriali.

Ci sono poi da mettere in conto (sia per i magistrati che per il personale amministrativo e di polizia giudiziaria dell’ufficio soppresso) le difficoltà determinate dalla modifica delle abitudini di vita, determinate dalla necessità di spostamenti quotidiani dal comune di residenza alla vicina Imperia, con ciò che ne consegue in termini di riorganizzazione (oltre che di costi) della vita familiare, soprattutto per quelle famiglie che hanno figli ancora in età scolare.

Detto questo va però rilevato che, anche in tempi “non sospetti”, i magistrati dei due uffici hanno sempre manifestato la convinzione che l’estremo ponente ligure necessitasse di un polo giudiziario di maggior peso complessivo, in grado di far sentire meglio la sua voce, anche a livello associativo. Proprio per questo motivo, dopo alcune assemblee, è stata deliberata, si potrebbe dire in anticipo sui tempi, la costituzione di un’unica sottosezione dell’ANM denominata proprio “Imperia/Sanremo”.

E’ proprio partendo da queste basi che i magistrati di Imperia e Sanremo, all’atto dell’entrata in vigore della riforma e pur con le “sofferenze” di cui si è detto, si sono comunque complessivamente ritrovati sulla linea dell’ANM nazionale, differenziandosi in questo da altre realtà del distretto.

Ora, a pochi mesi dalla data in cui la riforma dovrebbe avere concreta attuazione, si parla insistentemente di un possibile rinvio, verosimilmente prodromico ad un sostanziale abbandono del progetto. Di qui alcune brevi considerazioni che ritengo necessario esprimere in qualità di dirigente dell’ufficio requirente di Sanremo, e quindi con specifico riferimento a tale ufficio:

  1. A prescindere dai risparmi per il bilancio dello Stato di tale operazione (che sono tutti ancora da dimostrare, in quanto occorre comunque considerare i maggiori costi sopportati da altre Amministrazioni necessariamente coinvolte) rilevo che la Procura della Repubblica di Sanremo – in mancanza di interventi alternativi – è comunque destinata ad estinguersi per morte naturale poiché le scoperture nell’organico del personale amministrativo sono ormai prossime al 50% e destinate ad aumentare per i prossimi e previsti pensionamenti. Solo l’accorpamento alla Procura di Imperia (che ha presenze effettive praticamente pari alla pianta organica) consentirà di assicurare i servizi essenziali.
  2. La costituzione di un ufficio requirente con 1 procuratore, 1 aggiunto e 10 sostituti consentirà finalmente di far fronte (con la creazione di “veri” gruppi di lavoro) a quelle esigenze di specializzazione ormai ineludibili anche negli uffici di piccole/medie dimensioni.
  3. In un’ottica di adesione convinta alla riforma non solo si è sollecitato il Comune di Imperia a farsi carico delle iniziative necessarie per adeguare alle nuove esigenze quel palazzo di giustizia entro il prossimo 13 settembre (con i relativi costi) ma, altresì, sono già state predisposte le tabelle per il nuovo ufficio giudicante, con indicazione delle date di udienza nelle quali trattare i processi per i quali la Procura di Sanremo ha esercitato l’azione penale. In ipotesi anche di semplice rinvio occorrerebbe annullare sostanzialmente tutto, predisporre dei nuovi calendari di udienza per il Tribunale di Sanremo (e per la sezione distaccata di Ventimiglia) e rifissare dinanzi a questo ufficio giudiziario i processi già fissati o rinviati dinanzi al Tribunale di Imperia, con rischio altissimo di prescrizioni di massa, soprattutto per i reati contravvenzionali. Si prospetta in ultima analisi un aggravio di lavoro ed una complessiva perdita di efficacia dell’azione giudiziaria che non può far piacere a nessuno.