Venerdi, 14 dicembre 2018
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PALERMO

Qui tutti hanno accettato l'accorpamento
Adesso l'ipotesi di rinvio crea malcontento

di Daniela Galazzi

Giudice

Nella distretto di Palermo sono state accorpate le tre sedi distaccate (Bagheria, Carini e Partinico), senza voci contrarie. E ci si è organizzati per il trasferimento dei procedimenti pendenti. Adesso il paventato rinvio ha provocato malumore e rischia di creare disservizi

Nel Distretto della Corte di Appello non sono stati aboliti Tribunali ma soltanto sedi distaccate. Questa circostanza, unitamente al fatto che le tre sedi distaccate (Bagheria, Carini e Partinico) sono vicine alla città (la più lontana, Partinico, è a 45 km) e che gli avvocati lavorano comunque anche presso la sede centrale, ha fatto sì che, quantomeno per quel che riguarda il Circondario di Palermo, non vi sia stata alcuna particolare voce contraria né ostruzionismo all’accorpamento, né da parte del personale amministrativo né da parte del Foro.

Va valutata positivamente la soluzione scelta per trasferire i procedimenti pendenti, che garantisce una certa snellezza e non allunga troppo i tempi dei processi: si tratta peraltro di una soluzione che era già stata testata in occasione dell’accentramento dei procedimenti pendenti presso la sezione distaccata di Monreale che, a causa dell’inagibilità dei locali ove era situata, non funziona più da diversi anni.

Con provvedimento presidenziale, che ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio dell’Ordine e del Consiglio Giudiziario, i procedimenti giudiziari (civili, penali e di esecuzione) sono stati tutti accentrati in sede centrale.

Per il civile ciò ha comportato che, ad ogni udienza, i procedimenti chiamati vengono rinviati a data fissa (che non va mai oltre i due/tre mesi successivi) davanti ad una delle tre sezioni ordinarie del Tribunale di Palermo, secondo le materie da ciascuna trattate: all’arrivo in sede, i fascicoli vengono assegnati da ogni presidente di sezione ai vari giudici, togati ed onorari, della sezione stessa.

Ciò ha comportato un aumento delle pendenze in sede di circa 3.500 fascicoli (di cui circa 450/500 di contenzioso ordinario, 300 di esecuzione, 200 di tutelare provenienti da Bagheria; 700/800 di contenzioso ordinario, 350 di esecuzioni, 200 di tutelare provenienti da Carini; 450/500 di contenzioso ordinario, 300 di esecuzione, 200 di tutelare provenienti da Partinico).

I tre magistrati togati assegnati al civile nelle sezioni distaccate sono stati assegnati in sede, a coprire, purtroppo, vacanze già esistenti; analogamente è avvenuto per i magistrati onorari.

Per il penale, i magistrati in servizio presso le sedi distaccate hanno selezionato i procedimenti prossimi alla definizione ovvero quelli da trattare con priorità, trattenendoli per definirli entro settembre; hanno trasmesso l’elenco degli altri procedimenti alla sede centrale, che ha provveduto ad indicare il giudice nuovo assegnatario e l’udienza cui rinviarli: in questo modo, alle udienze penali presso le sedi distaccate, questi procedimenti vengono rinviati di volta in volta alla sede centrale, mentre gli altri vengono ordinariamente trattati.

I procedimenti penali pendenti presso le sezioni distaccate sopprimende sono circa 1000 (500 a Carini, 250 a Partinico, 300 a Bagheria): non so dire, ma non credo più di duecento circa, sono complessivamente quelli che verranno trattenuti per essere decisi presso la sede distaccata.

Dei tre magistrati che erano in servizio presso le sezioni distaccate, due erano già coassegnati in sede ad altre sezioni penali; il terzo è stato coassegnato nelle more dell’iter.

Il personale amministrativo è stato in parte già assegnato alla sede centrale (dislocato nei vari uffici, non soltanto in Tribunale, ma anche, ad esempio, alla Procura Generale), in parte è stato coassegnato per alcuni giorni della settimana alla sede centrale, in parte è in attesa di essere definitivamente assegnato ad altri uffici.

Paradossalmente, a fronte di un sostanziale favore per l’accorpamento mostrato da tutti gli interessati (foro, personale di Cancelleria e magistrati in servizio), il paventato rinvio dell’entrata in vigore della definitiva chiusura delle sedi distaccate ha creato malumore e malcontento, incidendo in maniera imponente sull’organizzazione di vita e di lavoro di ciascuno dei soggetti interessati.

Per quel che concerne, poi, la parte organizzativa, è chiaro che il rinvio crea disservizio, rende incerto il da farsi, aumenta i tempi delle definizioni dei procedimenti.