Giovedi, 21 giugno 2018
Home
Organi rappresentativi
Eventi
Comunicati
La nostra storia
Link
Contatti
Home
CATANIA

L'accorpamento
delle sezioni distaccate
è un passaggio positivo

di Simona Ragazzi

giudice del Tribunale di Catania

A Catania saranno annesse alla sede centrale le sette sezioni del tribunale etneo, le tre di Siracusa, e quelle di Ragusa e Caltagirone: un cambiamento destinato a razionalizzare e a rendere più elastica la distribuzione delle forze lavoro all'interno degli uffici coinvolti

Nel distretto di Corte d’Appello di Catania l’accorpamento alla sede centrale delle ben sette sezioni distaccate del tribunale catanese (Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Giarre, Mascalucia, Paternò), delle tre del tribunale di Siracusa (Augusta, Lentini e Avola), dell’unica sezione distaccata dei tribunali di Ragusa (Vittoria) e Caltagirone (Grammichele) va interpretato come un passaggio essenzialmente positivo, perché destinato a razionalizzare e rendere più elastica la distribuzione delle forze lavoro all’interno dei tribunali coinvolti.

Quanto a Catania, in generale, il numero delle sezioni era palesemente eccessivo e i rispettivi bacini di utenza disomogenei e mal distribuiti.

A fronte, poi, di alcune sedi (sia a Catania sia negli altri tribunali) particolarmente efficienti per organizzazione e produttività, ve ne sono state altre particolarmente inefficienti a causa della cronica difficoltà di coprire i relativi posti, della posizione geografia disagevole, del rischio di isolamento “professionale”, della irrazionale individuazione del bacino di utenza.

Peraltro, se non si vuole disperdere l’esperienza positiva maturata in alcune distaccate e derivante dalla trattazione esclusiva del ruolo monocratico (soprattutto in sedi di notevoli dimensioni: v. Mascalucia e Acireale), in occasione delle necessarie modifiche tabellari, si può pensare a una rimodulazione della distribuzione degli affari tra magistrati dell’unica sede centrale, destinando alcuni in modo esclusivo al monocratico e altri a un ruolo misto (monocratico – collegiale).

Non possiamo certamente trascurare alcuni fattori negativi, che soprattutto nell’immediato si presenteranno, legati alla necessità per professionisti e utenti di raggiungere la sede centrale, alla inadeguatezza della rete viaria e di quella dei trasporti pubblici, ma tali fattori – a mio avviso – non possono costituire un impedimento a una più razionale organizzazione del servizio-giustizia, ma caso mai è quest’ultima che deve rappresentare un incentivo al progresso dei servizi pubblici che vi ruotano attorno.

Piuttosto, il vero problema nel circondario di Catania è la più generale condizione di disagio logistico nella quale – a prescindere da quest’ultima riforma – versano gli uffici giudiziari, dislocati – come sono – in numerose sedi (alcune delle quali in affitto da privati per canoni di notevole entità, gravanti sulle casse pubbliche), sedi non di rado inadeguate e insufficienti e prive di idonei spazi esterni per parcheggio, e ciò a fronte di una mole crescente, negli anni, di carichi di lavoro in tutti i settori della giurisdizione.

Negli ultimi mesi in tal senso si registra, tuttavia, un passo in avanti positivo. I dirigenti degli uffici giudiziari catanesi stanno lavorando insieme alla Regione siciliana e al Comune per concentrare tutti gli uffici giudiziari del circondario in un unico luogo, individuato in una struttura (di proprietà regionale) precedentemente adibita a ospedale e ormai dismessa. Tale soluzione, se andrà in porto, permetterà di evitare in futuro il rischio di onerose forme di speculazione economica e ulteriore dispendio di risorse per la parte pubblica, dando una soluzione definitiva e soddisfacente alla cronica carenza di adeguati e decorosi spazi all’amministrazione della Giustizia.

A margine di ciò, guardando al settore penale di cui mi occupo, è quasi superfluo ricordare (e in questo senso le nostre associazioni dovranno costantemente stimolare l’azione del legislatore e del governo) che un autentico recupero di efficienza si potrà avere soltanto quando sarà avviata un’azione di depenalizzazione e di drastica semplificazione del processo penale, che, tenendo ferme le garanzie reali, elimini quelle apparenti e potenzialmente strumentali a una dilazione dei tempi di definizione degli affari.