Venerdi, 23 febbraio 2018
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TRIBUNALE DI GENOVA

Pronti per partire: il tempo non si può più fermare

di Claudio Viazzi

presidente Tribunale di Genova

Il Tribunale di Genova è pronto per rispettare la scadenza del 13 settembre. Solo insipienti e ignoranti sostenitori di localismi e microcorporativismi, esterni ed interni ai nostri uffici, non possono sapere che qualsiasi ddl di proroga confliggerebbe con elementari problemi di art. 81 Cost.

Il Tribunale di Genova (e la annessa Procura) credo che sia l'unico, o quasi, ufficio in grado di partire tranquillamente dal 14 settembre prossimo con l'avvenuto accorpamento dell'ufficio soppresso, nonostante le molte difficoltà incontrate e la totale non collaborazione dell'ufficio accorpando.

Tra pochi giorni dovrebbe arrivare il preannunciato decreto ministeriale di proroga della permanenza a Chiavari dei soli archivi non correnti e non presidiati, in attesa dell'apprestamento ad archivio del grande capannone dell'ex caserma Gavoglio acquisito dal Comune di genova dal ministero della difesa (operazione da noi in prima battuta condotta nei mesi scorsi). A proposito di questi spazi ottenuti, è partita una domanda di finanziamento straordinario al ministero per i lavori di ristrutturazione, su cui ho avuto affidamenti da Birritteri, dato che al ministero si sono finalmente convinti che la riforma ha dei costi (PER GLI UFFICI E COMUNI ACCORPANTI) ed occorre necessariamente stanziare qualcosa (es. anche per il trasloco che si dovrebbe fare tra luglio ed agosto).

Comunque,risolto il problema degli archivi, tutto il resto del tribunale soppresso verrà regolarmente inserito a palazzo, dove fervono i lavori per le stanze dei nuovi giudici, aule, ecc. E' da settembre scorso che stiamo lavorando, anche a livello di commissione di manutenzione, ed abbiamo anche ottenuto la cessione di alcune stanze dalla Procura generale e dalla corte d'appello, così come ne ho ceduto alcune alla Procura, in una logica positiva di collaborazione tra gli uffici.

Attendo ancora, da ultimo, i precisi dati da Chiavari sull'esatta quantità e natura delle pendenze, per poter allocare nella pianta organica i nuovi posti d'organico assegnati dal DM di aprile (tutto l'organico di Chiavari di 12 unità, aumento che ho già fatto sapere essere troppo - dato che andavano benissimo un aumento asestato su 87/88 giudici al massimo) e, quindi, fare i concorsi.

Per avere i dati dettagliati ho dovuto farli chiedere direttamente dal Presidente della Corte nell'ambito dei suoi poteri di sorveglianza e coordinamento tra gli uffici!

Appena arriveranno (ho posto un termine che scade tra pochi giorni) distribuirò i nuovi posti d'organico ed avvierò i concorsi che intendo assolutamente chiudere entro le ferie, innanzi tutto per consentire ai giudici interessati di sapere prima possibile quale sarà la loro precisa sistemazione tabellare.

Questo, nell'essenziale, è quanto è stato fatto e si sta facendo.

Non spendo, a questo punto, nessuna particolare riflessione in ordine a ciò che penso dell'eventuale proroga, essendo in totale sintonia con l'opinione del nostro ministro che è nettamente contraria : il treno è già da tempo partito e non si può più fermare. Solo insipienti e ignoranti sostenitori di localismi e microcorporativismi esterni ed interni ai nostri uffici, sanno per esempio che dai 6 ai 7 mila dipendenti amministrativi sono già stati oggetto di provvedimenti di trasferimento dagli uffici soppressi e che non esiste più copertura finanziaria per tali uffici essendo i relativi capitoli di bilancio già stati stornati altrove dalla ragioneria centrale, il che rende qualsiasi ddl di proroga o altra modifica confliggente con elementari problemi di art. 81 Cost.

 

 

Riceviamo e pubblichiamo dal Procuratore della Repubblica
e dal Presidente del Tribunale di Chiavari

Avendo letto l'articolo pubblicato in data 6 giugno sul sito di Md on line a firma del Dr. Viazzi, Presidente del Tribunale di Genova, presumiamo che si tratti di un intervento predisposto prima della riunione che si è tenuta con tutti i componenti dei nostri uffici nel pomeriggio del 5 giugno, alla presenza del medesimo Presidente, del Procuratore della Repubblica di Genova e dei membri della locale giunta ANM, all'esito della quale lo stesso Presidente riconosceva la nostra collaborazione, ed il fatto che le notizie da lui elaborate erano frutto di non conoscenza o equivoci.

Ci auguriamo che voglia anche in questa sede rettificare quanto già esternato, auspicando che i piani istituzionali ed associativi vengano per il futuro tenuti distinti e che ogni valutazione corrisponda alla realtà dei dati e delle informazioni a disposizione. Assicuriamo comunque, come da sempre, la nostra massima collaborazione, a prescindere dalle nostre opinioni in merito alla disposta soppressione del Tribunale di Chiavari.

Chiediamo che la presente venga pubblicata.

Elisabetta Vidali, Francesco Cozzi, sentiti i magistrati dei loro uffici.

 

Pubblichiamo di seguito l'intervento che il Presidente del. Tribunale di Genova ci ha inviato dopo la sollecitazione dei dirigenti degli uffici di Chiavari.

Non eravamo sicuri che i due scritti fossero interessanti per i lettori, avendo la nostra pagina la finalità di diffondere conoscenza e non quella di trasferire sul sito le discussioni locali, difficilmente comprensibili nella loro effettività a fronte di interventi inevitabilmente parziali.

Abbiamo, poi, pensato che anche gli aspetti di relazione coinvolti da un intervento traumatico come la chiusura di una sede facciano parte integrante, con ruolo a volte centrale, della vita degli uffici giudiziari e che non ci fosse ragione per negare pubblicità alla richiesta e alla risposta che i lettori potranno apprezzare.

Vogliamo ringraziare i protagonisti di questo confronto a distanza, ribadendo che la nostra pagina non intende muoversi secondo logiche di appartenenza, ma ospitare tutti gli interventi pubblicabili che servano a capire e a dialogare e che, probabilmente, saranno occasione per riflessioni che vanno oltre la contingenza che abbiamo deciso di seguire.

Luigi Marini

 

La risposta del presidente del Tribunale di Genova

Ho letto la nota proveniente dai magistrati chiavaresi con richiesta di "rettifica" della mia frase relativa alla "non collaborazione" ricevuta nell'ambito del faticoso procedimento in corso di accorpamento. Proprio perché non intendevo e non intendo alimentare alcuna polemica e tanto meno intendo mescolare piani (quello politico-associativo e quello istituzionale) che io per primo ho sempre voluto tener distinti, dal giorno in cui faccio il magistrato, tutte le volte in cui ho esercitato le mie funzioni o, come in questo caso, le funzioni istituzionali di dirigente di un ufficio, rispondo volentieri alla richiesta di chiarimenti. Desidero allora precisare innanzi tutto che la frase è stata scritta temporalmente, (in un rapido e sintetico intervento richiestomi sullo stato di attuazione della riforma), prima del positivo incontro tenutosi a Chiavari lo scorso 5 giugno e di cui dirò tra poco; ed inoltre aggiungo che quando ho parlato di mancata collaborazione ho fatto riferimento certamente ad una effettiva realtà, così come è stata vissuta nell'osservatorio degli uffici accorpanti, dato che si è intrecciato altresì con una sensazione diffusa , e non solo a livello di Tribunale, che, alla nota posizione critica sulla riforma dei colleghi chiavaresi, si stesse sommando, nel concreto, un aiuto che non arrivava con l'intensità che ci aspettavamo. E' vero che nell'intervento pubblicato mi è scappato, parlando della non collaborazione ricevuta e vissuta come tale, anche un aggettivo "totale" che appare esagerato e di questo mi dolgo. Ma ciò detto, nessuno può smentirmi, se ribadisco che il lavoro complesso portato avanti in questo ultimo anno è stato svolto tutto qui a Genova, in maniera scissa rispetto alla realtà chiavarese, con scarsa interlocuzione e dialettica tra gli uffici, e con voci ricorrenti provenienti sempre dal tigullio circa un pressochè sicuro salvataggio di tali uffici. Ed in questo clima non è stato certo facile lavorare serenamente e proficuamente. Questi concetti, insieme all'elencazione di tutto quanto è stato fatto, sono stati espressi chiaramente da me e dal Procuratore di Genova nella utilissima riunione che si è tenuta a Chiavari giovedì scorso - sotto l'egida dell'ANM ligure - dove ci siamo finalmente lealmente ed in modo costruttivo confrontati e chiariti su tante questioni in ordine alle quali, sicuramente, è emerso anche che vi sono stati reciproci fraintendimenti ed equivoci, frutti probabilmente del fatto che obiettivamente in questi mesi ci siamo parlati poco, ma questo, lo ripeto, non certo per colpa nostra.

Posso dare atto, quindi, oggi, con soddisfazione che, se in precedenza ci sono state sicure difficoltà, diciamo, oggettive (nè mi interessa, essendo una tipica deformazione giuridica, quella di ricercare sempre responsabilità specifiche), la recentissima riunione ha fatto emergere un reale e corale spirito di collaborazione istituzionale che, mi auguro, possa proseguire e crescere ulteriormente e definitivamente condurci tutti, se la riforma verrà alla luce, ad un accorpamento più "soft" ed efficace e quindi meno drammatico possibile, risultato che, alla fine, prescindendo dalle opinioni e valutazioni che ciascuno di noi può avere sul tema, dovrebbe stare a cuore di tutti.

Claudio Viazzi