Giovedi, 26 aprile 2018
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PROCURA DI SANREMO

Se ci sarà la proroga la riforma non si farà più

di Marco Zocco

Sostituto procuratore

Aspettiamo per capire cosa accadrà, ma ne stiamo già parlando al passato. E nel frattempo sono già passati due anni dalla legge delega. E con un rinvio dovremo fare argine al disastro

Lavoro alla Procura di Sanremo destinata a essere accorpata alla Procura di Imperia (ufficio più piccolo ma con sede in un capoluogo di provincia, dunque prevalente, secondo la legge delega).

Io e la quasi totalità dei miei colleghi abbiamo sperato che la riforma si facesse.

Ora aspettiamo ancora qualche giorno per sapere cosa accadrà, ma ne stiamo già parlando al passato.

Una cosa è certa. Tutti siamo convinti che, se ci sarà “la proroga” la riforma non si farà più. Ancor peggio, nessuno ci dirà che non si farà più: al contrario, si sprecheranno solenni impegni sulla ferma volontà di procedere, senza indugio.

Nel frattempo sono passati quasi due anni dalla legge delega durante i quali: abbiamo prima timidamente poi con maggiore convinzione creduto che questa volta avrebbero fatto sul serio; quindi fatto riunioni - tante - della sottosezione ANM e deliberato, dopo lunghe e animate discussioni, di condividere a larga maggioranza il progetto di unificazione degli uffici. Abbiamo anche litigato e ci siamo divisi tra di noi, perché una minoranza era fermamente contraria all’unificazione; il personale amministrativo non ha gradito la presa di posizione dell’ANM, perché pensa che i magistrati non avrebbero pagato – a differenza loro – i sacrifici del cambiamento di sede.

Ovviamente il foro locale è assolutamente contrario alla unificazione, senza distinzioni.

Avvicinandosi la data dell’unificazione, abbiamo previsto l’introduzione di gruppi di lavoro specializzati, perso tempo a programmare, con i giudici, le udienze e la ripartizione dei nuovi locali (il palazzo di giustizia di Imperia è molto grande e può ospitare senza difficoltà il personale proveniente da Sanremo); abbiamo pensato come risolvere i problemi legati alla gestione dell’informatica giudiziaria; abbiamo atteso con ansia che il Ministro formasse le nuove piante organiche, scritto osservazioni, partecipato ad assemblee e seguito con attenzione ogni passo dell’iter della riforma; insomma ci siamo dati da fare perché consideriamo l’unificazione dei nostri uffici una necessità e un’opportunità da non sprecare.

Ora non ci resta che aspettare la proroga, poi tenteremo di fare argine al disastro organizzativo determinato dal rinvio della riforma (udienze da fissare a nuova data, contro- citazioni di parti e testimoni, ecc..) e dai problemi enormi causati da un nuovo periodo di incertezza alle porte.

Perderemo con ogni probabilità il capo dell’ufficio - che ha chiesto di essere trasferito ad altra sede - e difficilmente (stante la proroga) il suo posto verrà ricoperto (nel frattempo il Presidente del Tribunale è andato in pensione). C’è da scommettere, data la situazione di totale incertezza, che i buchi in organico esistenti (di tribunale e procura) non verranno ricoperti: pochi hanno interesse a trasferirsi in una Procura piccola e scomoda, piuttosto chi c’è cercherà di andarsene, perché mentre la prospettiva di lavorare in una sede un po’ più grande poteva attrarre e far sperare in un miglioramento della qualità del lavoro e del servizio, la frustrazione di lavorare in uffici perennemente afflitti da difficoltà organizzative dovute alla ridotta dimensione è forte e spinge al trasferimento.