Magistratura democratica

Un confronto sul tema del diritto femminile a partire dal n. 4/2022 della rivista Questione Giustizia

Il fascicolo monografico n. 4 del 2022 di Questione Giustizia affronta, in maniera del tutto inedita nel panorama delle riviste giuridiche, il rapporto tra diritto e genere con un approccio di sistema, che parte da una prospettiva fondazionale (quanto ha inciso il fattore di genere nella costruzione del diritto come noi lo conosciamo e applichiamo? e sulla configurazione degli ordinamenti giuridici nel contesto delle società che, come la nostra, hanno una radice – e un forte retaggio – patriarcale?) per poi addentrarsi  in problematiche concrete, circoscritte e straordinariamente complesse, come i flussi migratori femminili letti con la lente del femminismo  intersezionale, e i diritti riproduttivi delle donne.

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“La riforma della giustizia civile”

Introduzione di Giorgio Costantino, professore emerito di diritto processuale civile dell’Università Roma Tre, e di Domenico Dalfino professore ordinario di diritto processuale civile dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro.

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La risposta paradossale: contro i diritti, contro la razionalità

Il decreto-legge n. 20 del 2023, all’articolo 7, abroga il terzo e quarto periodo dell’articolo 19 comma 1.1. del decreto legislativo n. 286 del 1998 (Testo unico sull’immigrazione), che consentivano il riconoscimento della protezione speciale alle persone che in Italia avevano costruito una vita privata e familiare. Norma per la quale, è di tutta evidenza, non sussistono i requisiti della necessità e dell’urgenza previsti dall’articolo 77 della Costituzione.

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The International Day of Women Judges

MEDEL sarà sempre al fianco di tutte le donne che – nei contesti più difficili – lottano per i diritti e le libertà 

Il 10 marzo è stato dichiarato, con la risoluzione 75/274 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2021,  “International Day of Women Judges” per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo essenziale delle donne nei sistemi giudiziari.  

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Un’occasione per riflettere sull’uso delle parole

L’esecutivo di Magistratura democratica ritiene necessario interrogarsi sulla tragedia delle morti in mare dei migranti, ma anche sul linguaggio, incluso quello dei provvedimenti giudiziari, con cui questi tragici avvenimenti vengono affrontati.

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Attualità di un’eresia

Sabato 15 aprile ore 10.00 Introduzione al consiglio nazionaledi Cinzia Barillà ore 10.15 – 10.30 ricordo di Salvatore Senesedi Franco Ippolito ore 10.30 – 11.30 C’è ancora bisogno di MD?Magistratura

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Un Csm debole con i forti e forte con i deboli

La recente decisione del CSM, di non resistere nel giudizio promosso da un procuratore della repubblica avverso il provvedimento di non conferma nell’incarico direttivo, rappresenta un pessimo inizio nel percorso per restituire autorevolezza all’organo consiliare. 

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La Casa Circondariale di Napoli Poggioreale “Giuseppe Salvia”

Il luogo di detenzione non è solo quello dove un individuo deve scontare la sua pena, ma un luogo dove, come ci insegna la Costituzione, bisogna predisporre tutti gli strumenti idonei per offrire, a chi ha sbagliato, nuove possibilità di reinserimento sociale, al fine di scongiurare che ritorni a delinquere e per tutelarne sempre la dignità e la salute psicofisica. 

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“La riforma della giustizia civile”

Introduzione del Prof. Giorgio Costantino, emerito di diritto Processuale Civile dell’Università Roma Tre, e della Prof.ssa Barbara Poliseno, dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro. La discussione sarà coordinata dal

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Il Dap: una realtà complessa

Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria è una realtà estremamente complessa, senza eguali rispetto alle altre articolazioni del Ministero della Giustizia: sia per il suo enorme budget, pari a oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro, pari a circa metà dell’intero bilancio ministeriale; sia per l’elevato numero di unità di personale, oltre 45.000, cui si aggiungono le circa 56.000 persone oggi detenute; sia per il numero di strutture penitenziarie, poco meno di 200, alcune delle quali, per dimensioni, sono vere e proprie piccole città; sia per la varietà delle interrelazioni con altre amministrazioni, centrali e locali, su temi cruciali per gli equilibri del sistema penitenziario (salute, lavoro, formazione, assistenza sociale); sia per le implicazioni politiche che riguardano il discorso pubblico sulla pena e sul carcere e per un’attenzione mediatica in genere rivolta a cogliere i segnali di pericolo che provengono da una realtà avvertita come minacciosa, quasi mai a tentare un’analisi razionale dei problemi e delle possibili soluzioni, rispetto a cui vi è una coazione a ripetere slogan ideologici e spesso privi di qualunque aggancio con il mondo reale.

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Per un pubblico ministero non separato. Per un pubblico ministero primo tutore dei diritti costituzionali e delle garanzie individuali

Sono all’esame del Parlamento diversi progetti di legge costituzionale in «materia di separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura» (proposta di legge costituzionale Costa, A.C. 23-2022; Giachetti ed altri, A.C. 434-22; Calderone e altri, A.C. 806-23; Morrone ed altri, A.C. 824-23; altre sono annunciate e non ne è ancora noto il testo).

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Spazio aperto, sanzioni sostitutive, prassi operative

Il 18 gennaio 2023 l’Ufficio dei giudici per le indagini preliminari di Milano ha emesso, in un caso di condanna con rito abbreviato per il delitto di atti persecutori, il dispositivo presente nel documento allegato, che costituisce la prima applicazione, da parte dell’Ufficio, delle pene sostitutive introdotte dal d.lgs. 150 del 2022, in questo caso della detenzione domiciliare sostitutiva  prevista dall’articolo 56 della legge 689 del 1981 nella versione post-riforma.

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