Il sollecito di Mattarella

Comunicati

Il sollecito di Mattarella


La dirigenza di Magistratura democratica guarda con rispetto e attenzione alle indicazioni che il Presidente della Repubblica ha riservato al mondo della giustizia.


Ritiene fondamentale, per superare la crisi di fiducia e credibilità che ha colpito l’ordine giudiziario, che tutta la magistratura ritrovi quell’unità di intenti e quell’entusiasmo che, valorizzando le diverse ispirazioni culturali e sensibilità giuridiche, ne ha garantito il ruolo costituzionale e l’autorevolezza istituzionale, fuggendo la tentazione autoreferenziale e restando aperta al dialogo con gli altri attori, in primo luogo l’avvocatura, orientando la sua azione alla tutela effettiva dei diritti.

03/02/2022

Articoli Correlati

Comunicati

A sostegno dei magistrati della Procura e della Corte penale internazionale


Lo Statement emesso il 20 maggio 2024 dal Procuratore presso la Corte penale internazionale, con il quale annuncia di avere depositato alla sezione predibattimentale della Corte la richiesta di mandati d’arresto relativi alla situazione dello Stato palestinese, è stato oggetto di un fuoco di fila politico-mediatico di fronte al quale Magistratura democratica, come associazione indipendente di magistrati, non può tacere.

Nota della Presidente di Magistratura democratica

Gli effetti dell’allargamento dell’elenco dei “Paesi sicuri”


La Presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano, ha diffuso una nota in cui si spiegano gli effetti pratici del decreto ministeriale 7 maggio 2024 con il quale è stato allargato l’elenco dei Paesi sicuri a ulteriori Paesi (indicati all’inizio del testo), includendo così i Paesi di origine da cui proviene la maggioranza dei migranti.

Comunicati

Il carcere: tra dignità umana e rieducazione


Il tasso di sovraffollamento, il numero di suicidi, le criticità nell’assistenza sanitaria espongono le persone detenute e quelle che in carcere lavorano a una quotidianità che rischia di porre in discussione i diritti fondamentali della persona e compromettere la funzione di reinserimento sociale che la Costituzione indica come coessenziale all’esecuzione delle pene.  

Comunicati

25 Aprile, Costituzione, giurisdizione


Il fascismo fu anche giurisdizione.


Fu il Tribunale speciale per la difesa dello Stato istituito nel 1926 (e ricostituito nella Repubblica sociale italiana) che inflisse agli antifascisti decine di migliaia di anni di reclusione, confino, sorveglianza speciale di polizia.


Fu il “servile e osannante conformismo” (parole di Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente) condiviso da una parte della magistratura e da buona parte delle “alte magistrature” immortalate nella cronaca dell’apertura dell’anno giudiziario del 1940 mentre acclamano il duce che riceve i capi degli uffici giudiziari a Palazzo Venezia.


La democrazia costituzionale esige che il quadro normativo che regola lo svolgimento della funzione giusrisdizionale non diventi lesione del ruolo costituzionale della giurisdizione; e che, nell’intera loro attività, i magistrati riescano a “essere la Costituzione” rifiutando il conformismo, non nelle sue ultime e drammatiche esternazioni ma sin dalle sue prime manifestazioni.