Md: riflettere su stop a Mare Nostrum

Immigrazione

Md: riflettere su stop a Mare Nostrum

di Esecutivo di Magistratura Democratica

In molti (anche noi nel nostro piccolo) lo avevano fatto notare mesi fa: la cessazione dell'operazione Mare Nostrum, comportava seri rischi che si potessero ripetere le tragedie in mare che, nell'ottobre 2013, avevano indotto il nostro Paese ad impegnarsi per la tutela dei migranti in mare, anche in acque internazionali. 

I tragici fatti accaduti ieri al largo di Lampedusa dovrebbero spingere a riflettere sulla decisione di recedere da un'iniziativa certamente perfettibile, ma coraggiosa e lungimirante – che aveva posto, per una volta, orgogliosamente il nostro Paese all’avanguardia nella politica europea dell’immigrazione e dei diritti umani. 

Anche di questo speriamo ci sia modo di ragionare il 20 e il 21 febbraio 2015 a Catania nel seminario nazionale di Area: "L'immigrazione che verrà".

Il Comitato esecutivo di Magistratura Democratica


Leggi anche:

(9 febbraio 2015)
10/02/2015

Articoli Correlati

CSM e riforme in cantiere

Sulla riforma del sistema elettorale per il Consiglio Superiore della Magistratura

Le degenerazioni emerse nell’esercizio del governo autonomo della magistratura hanno trovato terreno di coltura anche nei meccanismi elettorali di elezione del Consiglio superiore della magistratura. Si impone pertanto una riforma del sistema elettorale. Magistratura democratica esprime contrarietà alle ipotesi di selezione dei componenti del CSM fondate sul sorteggio e sulla base di modelli elettorali di stampo maggioritario. È necessario un modello elettorale che assicuri una rappresentazione plurale della magistratura: equilibrata nella rappresentanza delle ispirazioni culturali, dei generi, dei territori. In questo senso, Magistratura democratica esprime apprezzamento per la proposta elaborata dalla Commissione Luciani, auspicando che – su di essa – si sviluppi un dibattito parlamentare che coinvolga nella riflessione anche la magistratura.

La sede nazionale della CGIL devastata

Un grave attacco alla difesa collettiva dei diritti e alla democrazia costituzionale

Il violento assalto alla sede nazionale della CGIL, operato ieri da formazioni di estrema destra, rappresenta una grave ferita per la democrazia costituzionale: un colpo inferto alla difesa collettiva dei diritti e alle conquiste di chi ha sempre lottato per la sicurezza sul lavoro e l’emancipazione dei lavoratori dallo sfruttamento. Magistratura democratica esprime tutta la sua vicinanza alla CGIL, avvertendo al contempo il pericolo che gruppi organizzati di stampo squadrista, attraverso azioni violente come quelle verificatesi ieri a Roma, possano prendere il controllo del malcoltento.

L'inabissarsi dei diritti fondamentali

Un mare di vergogna

Venerdì 1 e sabato 2 ottobre 2021, a Reggio Calabria, si terrà il convegno organizzato da Magistratura democratica, in collaborazione con A.S.G.I., dedicato alle violazioni dei diritti umani fondamentali dei migranti, persone vulnerabili in movimento: dai respingimenti informali alle omissioni di soccorso.

Vaccinazione e certificazione verde

Il dovere di fare chiarezza

Ogni critica rappresenta l’anima del confronto e deve perciò essere sempre tenuta in considerazione: anche se aspra, caricaturale o persino oltraggiosa. Ma altra e diversa cosa dalla critica è l’attribuzione di pensieri ed opinioni mai espressi, per giunta contrari a verità. Quando ciò accade, l’informazione si trasforma in menzogna e la “notizia” in artificio ingannevole, falso ed infamante.

Eguaglianza, donne e diritto

Per le donne afghane

Ad ogni regime autoritario che faccia dell’oscurantismo il paradigma della condizione femminile deve corrispondere una campagna internazionale di mobilitazione delle coscienze e di sostegno umanitario. Con questo auspicio, rivolgiamo un appello a tutti i governi e agli organismi internazionali, affinché mettano al centro dei loro programmi il dovuto ausilio alla popolazione afghana, attivando ogni necessario meccanismo di protezione internazionale per le donne e i profughi di questo Paese.