Iniziato lo sgombero del C.A.R.A. di Castenuovo di Porto <br />Centinaia di migranti trasferiti o lasciati in mezzo alla strada

Immigrazione

Iniziato lo sgombero del C.A.R.A. di Castenuovo di Porto
Centinaia di migranti trasferiti o lasciati in mezzo alla strada

di Riccardo De Vito
presidente di Magistratura democratica
Un intervento che calpesta i principi di dignità e solidarietà sanciti dalla nostra Costituzione, adottato con il solo fine di smantellare una positiva esperienza di integrazione e in assenza di reali problemi di sicurezza o di ordine pubblico

Il Decreto sicurezza continua a produrre i suoi effetti deleteri e in contrasto con i più elementari principi di civiltà.

Con un preavviso di appena 48 ore, l'esercito è intervenuto per dare inizio allo sgombero dei migranti ospitati nel C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto, il secondo più grande d'Italia dopo quello di Mineo.

Trecento rifugiati saranno traferiti in altre regioni d'Italia e distribuiti non si sa in quali strutture. Seguirà poi lo sgombero dei titolari di protezione umanitaria, ormai eliminata dal Decreto e dunque almeno altre duecento persone si troveranno letteralmente sbattute in mezzo alla strada, non vedendosi più riconosciuto il diritto alla prima accoglienza.

Lo smantellamento della struttura sarà completato entro il 31 gennaio, assicura il ministro Salvini.

Come ha affermato il sindaco di Castelnuovo di Porto, si tratta della brusca interruzione di una positiva esperienza di integrazione nel territorio, con migranti che si vedranno così costretti ad abbandonare i percorsi lavorativi avviati, e bambini a interrompere i percorsi di studio iniziati.

Non v’è dunque alcun problema di ordine pubblico, e tanto meno di sicurezza, che possa giustificare un simile intervento, ma solo la volontà, già manifestatasi a Riace, di smantellare quelle positive esperienze di integrazione, utili a far comprendere come l’immigrazione non sia affatto un pericolo per la collettività.

Una simile logica calpesta i più elementari diritti e principi, di dignità e solidarietà, sanciti dalla nostra Carta costituzionale, proprio mentre altrove, in mare, a centinaia sono i migranti che vengono lasciati affogare.

23/01/2019

Articoli Correlati

Penale

A margine di un processo per tortura


Il 20 aprile 2022  il Giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Torino ha disposto il rinvio a giudizio di ventidue persone, tra essi numerosi operatori dell’amministrazione penitenziaria accusati tra l’altro del delitto di tortura, commesso, stando all’accusa, in danno di persone detenute nel carcere di Torino; 

Editoriale

Dopo lo sciopero, oltre lo sciopero: restiamo uniti


Crediamo nelle ragioni dello sciopero e ci siamo impegnati per la sua riuscita.

Ordinamento

Riforma della giustizia - Le proposte di Magistratura democratica


È vitale che la magistratura rinsaldi i legami con la società civile, alleato insostituibile per l’affermazione della legalità, della tutela dei diritti e per l’esercizio sereno e indipendente della giurisdizione.

Comunicati

Md sulle riforme: una lettera al presidente dell’Anm


Magistratura democratica ha inviato una lettera al presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, sulle riforme attualmente in discussione in Parlamento.

Comunicati

La dichiarazione di Medel sulla guerra in Ucraina


Le nere nuvole della guerra che pensavamo  fossero scomparse per sempre stanno nuovamente oscurando i cieli d'Europa.