"Faccia lo statista

Intervista Canepa

"Faccia lo statista

di Esecutivo di Magistratura Democratica
e si fermi prima dell'abisso"

da "La Stampa" del 20 agosto 2013

di GUIDO RUOTOLO

Anna Canepa, sostituto procuratore nazionale antimafia, è il segretario di Magistratura democratica, l’associazione delle «toghe rosse» per dirla con Silvio Berlusconi, che sarà molto probabilmente al centro della requisitoria che l’ex premier dovrebbe tenere in Senato  all’indomani della decisione della Giunta per le elezioni sulla sua permanenza a Palazzo Madama come senatore.

Segretario Canepa, cosa vorrebbe che dicesse Silvio Berlusconi al Senato?

«Riconoscendogli il diritto sacrosanto di proclamarsi innocente, vorrei che si fermasse sull’orlo dell’abisso. Che manifestasse un sussulto d’orgoglio di uomo delle istituzioni, uno statista, e che dunque pur proclamandosi innocente accettasse il giudizio ed espiasse senza tragedie la condanna. Che, come ha ricordato il Capo dello Stato,  esclude la detenzione carceraria».

Pare scontato, invece, che parlerà di uso politico della giustizia e del grande complotto di Magistratura democratica contro di lui.

«Dispiace che banalizzi così  la storia della magistratura associata. Una storia che viene da lontano e che ha garantito il pluralismo culturale. Il suo è uno slogan coniato vent’anni fa, pochi mesi dopo la sua decisione di fondare un partito politico, Forza Italia. Le toghe rosse per lui sono il nemico, coloro che non si adeguano, che non si piegano ai desiderata del Principe. Che ha una idea della giustizia tutta particolare.  Lui si ritiene innocente sempre e comunque».

Silvio  Berlusconi avrebbe potuto risolvere le sue pendenze con la giustizia in modo diverso?

«Ci ha provato in questo ventennio. La decisione della Cassazione che ha confermato la condanna per frode fiscale è arrivata dopo un percorso a ostacoli durato dieci anni tra remissioni e legittimi impedimenti. Altro che giustizia a orologeria, con i lodi e le norme modificate, cancellate, affievolite seguendo un percorso processuale dell’imputato, in questi vent'anni  abbiamo assistito a una giustizia lumaca».

Riconosce, però, il diritto dell’imputato Silvio Berlusconi a proclamarsi innocente?

«Certo. Il furore con il quale gli imputati  si scagliano contro i giudici che li hanno condannati è comprensibile. Ma in questo caso siamo in presenza di un evidente conflitto d’interessi giacché un processo, una sentenza, una assoluzione o una condanna diventa automaticamente una decisione politica. E questo è il sintomo di una malattia del sistema».

Dalla Procura di Milano alla Cassazione. Si fa fatica ad affibbiare a tutti i magistrati, siano stati pubblici ministeri o giudici, la patente di toga rossa.

«Ricordo che fino a un certo punto la Cassazione era diventata il Giudice a Berlino. Adesso è il gendarme della Berlino est, quella comunista. La verità è che Silvio Berlusconi voglia tirare la corda fino a spezzarla: “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Noi magistrati non possiamo far altro che rispettare la legge. Le sentenze si eseguono. Il nostro sistema democratico però stabilisce anche che le leggi possono essere cambiate. Il potere legislativo, cioè la politica, ha carta bianca per farlo. Noi, invece, dobbiamo applicarle».

(20 agosto 2013)

20/08/2013

Articoli Correlati

venerdì 14 maggio 2021, ore 16:30/18:30

"Il nocchiere... in gran tempesta": il giudice e la giustizia del lavoro fra testo normativo e contesto culturale

A partire dalle ore 16:30 di venerdì 14 maggio 2021, su piattaforma Zoom, si è tenuto il Webinar organizzato da Magistratura democratica e Questione Giustizia, dedicato ai temi del giudice e della giustizia del lavoro.

Festa della Liberazione

Perché il 25 aprile ci è indispensabile

Da sempre il senso di questa ricorrenza va oltre la volontà di ricordare la Liberazione dal nazifascismo. Ribadire la forza di principi fondamentali quali la libertà e la giustizia è una necessità ed un momento di “ricostruzione”, che passa anche dalla condivisione di valori, e da una giornata che li celebri.

Dichiarazioni della Segretaria generale di Md

Vaccini: la magistratura deve dimostrare unità con il Paese

In un momento in cui è urgente porre rimedio alle iniquità causate da scelte di alcune regioni di dare precedenza a categorie diverse da quelle più deboli ed esposte, senza arretrare minimamente rispetto alle richieste di interventi necessari per “mettere in sicurezza” la giustizia e tutti gli operatori di giustizia, la magistratura deve dimostrare di essere e di sentirsi parte della nostra comunità, e partecipe del senso di solidarietà e di unità che, soprattutto in questo momento, deve sostenerla.

Giornata dell'otto marzo

L’eguaglianza di genere: un test per la democrazia

La giornata dell’otto marzo ci richiama ad una riflessione non formale sui diritti e sulla democrazia.

venerdì 26 marzo 2021, ore 16:30/19:00

In mezzo al fango e alla neve: la rotta balcanica fuori e dentro i tribunali

A partire dalle ore 16:30 di venerdì 26 marzo 2021, su piattaforma Zoom, si è tenuto il Webinar organizzato da Magistratura democratica, dedicato ai temi della Rotta balcanica.

venerdì 12 marzo 2021, ore 16:00/18:00

Trattamento rieducativo e giustizia riparativa: per una nuova penalità

A partire dalle ore 16:00 di venerdì 12 marzo 2021, su piattaforma Zoom, si è tenuto il Webinar organizzato dalla Sezione di Firenze di Magistratura democratica, dedicato ai temi del Trattamento rieducativo e della giustizia riparativa.

venerdì 19 febbraio 2021, ore 16:00/18:00

Diritto e genere: dal pregiudizio all’orgoglio

A partire dalle ore 16:00 di venerdì 19 febbraio 2021, su piattaforma Teams, si è tenuto il seminario organizzato da Magistratura democratica, dedicato ai rapporti tra genere e diritto.

Anniversari

Buon compleanno, Antigone!

Gli auguri di Magistratura democratica all'associazione Antigone, in occasione del suo trentesimo anniversario.

Sul libro-intervista di Sallusti e Palamara

Per non falsificare la storia della giurisdizione

Il libro-intervista di Alessandro Sallusti e Luca Palamara amputa ed omette una parte importante della storia della Magistratura e riduce una stagione complessa ad una vicenda “emblematica” dell’aggressione portata per via giudiziaria a presunti avversari dalla magistratura “politicizzata”, rappresentata da Md. Così facendo, si persegue il fine di riabilitare singoli protagonisti interessati da quelle vicende e si attenta al cuore di un valore essenziale per la tenuta della democrazia: la fiducia nell’imparzialità della giurisdizione, quale strumento di tutela dei diritti e delle garanzie, e nel suo ruolo di difesa della legalità e dei principi dello Stato di diritto.