Risposta all'Unione Camere penali

L'intervento

Risposta all'Unione Camere penali

L’intervento a mia firma che rispondeva al commento di Piero Ostellino del 31 agosto, e che in qualche modo anticipava quanto lo stesso Ostellino ha scritto ancora il 4 agosto, poneva un problema che continuo a ritenere centrale in questa fase: l’indipendenza della magistratura come strumento essenziale per la democrazia e la inaccettabilità di posizioni che raccontano una storia non vera e mettono a rischio lo stato di diritto.

Su questo mi sarei aspettato una grande attenzione dell’avvocatura, che continuo a credere abbia interesse al rispetto delle sentenze e alla dignità della funzione giudiziaria a fronte di accuse strumentali e indimostrate.

Mi si chiede, invece, di dare conto di un passaggio relativo ai referendum che nel mio intervento ho affrontato solo  per segnalare la strumentalità di alcune posizioni che si sono manifestate. Quella strumentalità mi pare indiscutibile; basta ricordare che nei lustri di governo del sen.Berlusconi - e dei molti parlamentari che lo hanno sostenuto nel tempo -nessuno ha pensato seriamente di abolire l'ergastolo mentre sono state emanate o sostenute leggi, in parte bocciate dalla Corte europea, che hanno riempito le carceri di tossicodipendenti, stranieri e povera gente.

Voglio allora rassicurare l'Ucpi: la firma di uno o di altro uomo politico in favore dei referendum radicali non può avere alcuna influenza sulle mie convinzioni. Continuo tranquillamente a pensare che l'ergastolo vada abolito e che il sistema delle pene detentive debba essere cambiato, così come continuo a pensare che in questo Paese vada rifiutata l'idea di separare definitivamente le carriere e di modificare le norme sulla responsabilità civile dei magistrati. Su tutti questi temi mi comporterò di conseguenza.

E certamente non muteranno per un simile motivo l’elaborazione e le posizioni del gruppo che rappresento.

(06/09/2013)


Giustizia: Ucpi su lettera Marini, Md continua a essere contro ergastolo?

No, non siamo profeti. Se abbiamo risposto ieri al presidente di Magistratura Democratica - che oggi ha sentenziato contro la firma di Berlusconi sotto i referendum - trattando Pannella come un sacerdote del credo pecunia non olet – non è per doti di preveggenza e neanche grazie ad una spia dentro il Corsera. No, molto più banalmente era nell’ordine delle cose che la magistratura associata avrebbe cercato di indirizzare le forze politiche, così come avviene da sempre e come ha fatto nel caso di specie, mirando a serrare i ranghi di quegli schieramenti che, come avevamo scritto, orientano la propria linea non in base al merito delle questioni ma per logiche preconcette di contrapposizione. Se – dunque - la risposta del presidente Marini  ad un articolo di Ostellino non stupisce, rimane però da chiedersi quale sia ora il suo pensiero sui temi referendari. Per fare un esempio, avendo adesso Berlusconi firmato il referendum per abolire l’ergastolo, Magistratura Democratica continua ad essere contro l’ergastolo o no?  L’Unione è stata tra i primi promotori dei referendum sulla giustizia, e l’ha fatto anche per sopperire alla paralisi politica indotta dai diktat della magistratura associata che rifiuta la mera ipotesi di discutere di separazione delle carriere, responsabilità civile, fuori ruolo. La lettera in questione ribadisce il diktat e noi, nell’incontro che si terrà giovedì 19 alla Residenza Ripetta  a margine dell’astensione dalle udienze che durerà tutta la settimana, di questo vorremo discutere anche con il presidente di M.D., se vorrà onorarci, dell’ergastolo e di tutto il resto.

Roma, 5 settembre 2013

07/09/2013

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