La gestione dell’infermità psichica nel procedimento penale

Iniziativa della dirigenza nazionale di Magistratura democratica

La gestione dell’infermità psichica nel procedimento penale


Le problematiche, giuridiche e operative, della gestione dell’infermità psichica nel procedimento penale, sia nella fase cautelare che in quella processuale - problematiche efficacemente riassunte e argomentate nella recente sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 27 gennaio 2022 - sono ampiamente note a tutti gli operatori del diritto. 


La mancanza, segnalata dalla Corte, di una disciplina normativa organica in materia di previsione, gestione e vigilanza sulle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, l’esiguità dei posti disponibili sul territorio nazionale e il carattere profondamente disomogeneo, tra diverse realtà regionali, dei Servizi per la salute mentale, mettono il giurista davanti a enormi difficoltà nella gestione dei cautelati o condannati con diagnosi di infermità psichica. 


Contestualmente alla Corte costituzionale, anche la Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano (sentenza Sy v. Italy - 11791/2 del 24.1.2022) per non avere garantito a un imputato affetto da infermità mentale un trattamento custodiale differenziato dalla comune detenzione carceraria e adeguato alle sue condizioni ed esigenze terapeutiche. 


Nell’attesa che i moniti delle Corti inducano il Legislatore a mettere mano a un intervento incisivo di riforma del sistema, il Giudice è chiamato, come sovente accade, a un compito di supplenza; un compito delicatissimo, in quanto consiste nel bilanciamento, da attuare dentro a un vuoto legislativo, tra le garanzie che devono sempre presiedere alla limitazione della libertà personale, soprattutto nei confronti dei soggetti socialmente deboli, quali certamente sono i portatori di un’infermità psichica, e le esigenze di protezione delle vittime e della collettività, quando vi sia  una pericolosità sociale elevata e correlata al rischio psicopatologico.


In questa situazione non possono essere offerte soluzioni standard e adatte a tutti i casi, semplicemente perché non ci sono. 


Abbiamo però fortemente avvertito la necessità di un incontro, di carattere assolutamente informale, che si terrà via Teams il 30 marzo 2022 dalle ore 16,00 alle ore 18,00 circa. 


All’incontro saranno presenti magistrati che si occupano di questa materia, ma anche psichiatri e altri esperti del settore, i quali si scambieranno le proprie esperienze e condivideranno metodologie di lavoro, possibili soluzioni e provvedimenti, in modo da far sentire il Giudice “meno solo” nell’affrontare una casistica molto complessa senza il sostegno di una normativa né di un servizio sociale adeguati.  


L’incontro di lavoro è aperto a tutti, non solo agli iscritti di Magistratura democratica ma a chiunque dei colleghi voglia partecipare per confrontarsi su queste tematiche e per condividere le proprie esperienze e propri metodi di lavoro, senza distinzione di materia, funzione o anzianità, con spirito aperto e propositivo.


Vi aspettiamo numerosi.


La dirigenza di Magistratura Democratica.

 


INFORMAZIONI PER LA PARTECIPAZIONE
Per essere inseriti nel Team che sarà creato si prega di scrivere ad uno di questi indirizzi:
fabrizio.filice@giustizia.it
fabriziofilice@gmail.com
simone.spina01@giustizia.it

 

21/03/2022

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