Comunicati

Mediaset, giudici sanno fare loro mestiere

di Esecutivo di Magistratura Democratica
Negativo parlare di riforme della giustizia

ROMA - Sbaglia, oppure è in malafede, chi si ostina ad affermare che i giudici della Cassazione "non avrebbero avuto il coraggio" di annullare, al pari di chi da tempo furbescamente affermava che solo una sentenza di annullamento avrebbe dimostrato la buona fede di quei giudici.

La verità è che i giudici il coraggio di assolvere e di annullare ce l'hanno e l'avrebbero avuto se ce ne fosse stata ragione, così come hanno il coraggio di confermare e condannare. Perché sono giudici che sanno fare il loro mestiere, nonostante tutti i tentativi di condizionarli con argomenti che appartengono al lessico della politica di oggi ma, per fortuna, non fanno breccia nella cultura di chi professionalmente sa tenere distinto il singolo processo da ciò che gli viene costruito attorno.

Non sbaglia, invece, chi guarda con preoccupazione al futuro della giustizia in Italia. I ripetuti richiami che ieri sera sono stati rilanciati alla necessità di  "riforme della giustizia" suonavano come risposte alla prova di indipendenza che la magistratura ha saputo dare, a dimostrazione che una parte consistente (quanto consistente vedremo) del sistema politico considera quella indipendenza un pericolo e intende andare adesso alla resa dei conti.

Il fatto che si pensi di farlo pochi istanti dopo una sentenza di Cassazione che a parole molti dicono di rispettare è un segnale negativo, che offre legittimazione a coloro che accusano di parzialità una parte "minore" della magistratura ma sono, in realtà, interessati a interventi che mirano ad addomesticare un potere dello Stato che nonostante tutto non sono riusciti a controllare e condizionare.


Anna Canepa (segretario generale Magistratura democratica)

Luigi Marini  (presidente di Magistratura democratica)


(2 agosto 2013)

02/08/2013

Articoli Correlati

Comunicati

Sui rapporti tra attività d’indagine e inchieste parlamentari


Abbiamo appreso, da organi di stampa, che la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie ha richiesto, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, gli atti del procedimento che ha condotto, tra l’altro, all’applicazione di una misura custodiale domiciliare nei confronti del Presidente della Giunta della Regione Liguria. 

Comunicati

A sostegno dei magistrati della Procura e della Corte penale internazionale


Lo Statement emesso il 20 maggio 2024 dal Procuratore presso la Corte penale internazionale, con il quale annuncia di avere depositato alla sezione predibattimentale della Corte la richiesta di mandati d’arresto relativi alla situazione dello Stato palestinese, è stato oggetto di un fuoco di fila politico-mediatico di fronte al quale Magistratura democratica, come associazione indipendente di magistrati, non può tacere.

Nota della Presidente di Magistratura democratica

Gli effetti dell’allargamento dell’elenco dei “Paesi sicuri”


La Presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano, ha diffuso una nota in cui si spiegano gli effetti pratici del decreto ministeriale 7 maggio 2024 con il quale è stato allargato l’elenco dei Paesi sicuri a ulteriori Paesi (indicati all’inizio del testo), includendo così i Paesi di origine da cui proviene la maggioranza dei migranti.

Comunicati

Il carcere: tra dignità umana e rieducazione


Il tasso di sovraffollamento, il numero di suicidi, le criticità nell’assistenza sanitaria espongono le persone detenute e quelle che in carcere lavorano a una quotidianità che rischia di porre in discussione i diritti fondamentali della persona e compromettere la funzione di reinserimento sociale che la Costituzione indica come coessenziale all’esecuzione delle pene.