Anna Mori

I candidati al Consiglio Superiore della Magistratura

Anna Mori

Candidata nel Collegio 3 (giudici del merito) per Magistratura democratica


Sono entrata in Magistratura nel 1989; ero attratta da questo percorso anche perché ho sempre creduto che in un ordinamento democratico fondato su una Carta Costituzionale che vede il principio di eguaglianza anche sostanziale e la tutela dei diritti come cardini del sistema, le regole di diritto servano soprattutto a proteggere i soggetti deboli (i forti si tutelano benissimo da soli!).


È stato dunque naturale, appena entrata, rivolgermi alla corrente (si chiamavano così, senza l’accezione negativa degli ultimi anni) che meglio incarnava quella concezione, Magistratura democratica.


Il mio settore di attività è sempre stato quello penale: sono stata pubblico ministero a Torino, giudice penale collegiale e monocratico; Gip/Gup (funzione impegnativa e meravigliosa!) a Ravenna; dal 2011 giudice della Corte d’Appello di Bologna; ora sono in Corte di Assise.


Amo il diritto penale perché è un misto di tecnica giuridica a volte molto raffinata e di umanità varia e spesso disperata; nell’occuparmi di reati economici ho visto che tutto ciò che lede quel tessuto crea diseguaglianza, disagio, sofferenza che a volte sono il presupposto di reati violenti, basti pensare che le ultime aggressioni a colleghi sono maturate in contesti civilistici.


Mi sono occupata anche di misure di sicurezza applicabili agli imputati infermi di mente (gli ultimi degli ultimi!) partecipando a un tavolo di lavoro regionale insieme ad altri colleghi, a psichiatri e operatori UEPE. Mi interesso di bioetica, in particolare dei temi di fine vita, e di responsabilità professionale dei sanitari.


Dal 2016 al 2020 sono stata componente del Consiglio giudiziario di Bologna, esperienza che mi ha consentito di conoscere la materia ordinamentale, sempre più essenziale nell’esercizio della giurisdizione e sempre meno “neutra”.


Non mi sono mai pentita di aver scelto questo lavoro - questo servizio - e mi piacerebbe che l’Istituzione riacquistasse la credibilità e la dignità che sembra  a volte avere perso.

 

17/07/2022

Articoli Correlati

2'MD

La cultura organizzativa (presa sul serio)


Raffaello Magi affronta la “questione tabellare” nella prospettiva del benessere organizzativo, da intendere non come rituale enunciazione ma come elemento di costruzione, negli uffici giudiziari, di una comunità.

2'MD

L'essenza del lavoro del giudice e la deriva aziendalistica


Anna Mori affronta il tema delle caratteristiche essenziali del lavoro giurisdizionale, poste a confronto con richieste di “performance” e derive aziendalistiche.

2'MD

Il giudice riflessivo (non isolato, non “stella”)


Gaetano Campo ci parla della complessità del lavoro giurisdizionale, che richiede al magistrato una dimensione collettiva e di confronto, opposta rispetto alle derive verso l’isolamento o verso la ricerca di personale visibilità.

2'MD

Il lavoro in Consiglio giudiziario


Domenica Miele parla del lavoro in Consiglio giudiziario e del senso della rappresentanza istituzionale dei magistrati.

Elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura

I candidati di Magistratura democratica al CSM


Sono stati presentati, nel corso di una conferenza stampa presso la Fondazione ‘Lelio e Lisli Basso’ a Roma, i candidati di Magistratura democratica per le prossime elezioni dei membri togati del Consiglio Superiore della Magistratura (domenica 18 e lunedì 19 settembre 2022).