Un congresso di Magistratura democratica che cadeva a una settimana dal referendum sulla riforma della Costituzione rischiava di essere fortemente condizionato da questa scadenza.
Ma non è stato così. I contenuti sono stati ampi e articolati, il dibattito congressuale ha trovato spazi adeguati, il clima è stato quello che la comunità di Md è sempre in grado di creare nei momenti importanti.
Difficile selezionare le vicende più significative di quattro giornate (va aggiunta a quelle congressuali la bella iniziativa al Nuovo Cinema Aquila, che le ha precedute) intense e produttive.
Nella maratona al Nuovo Cinema Aquila è andata in scena una sintesi significativa dell’impegno che ha accomunato Md a tutti coloro che si sono impegnati nella campagna per il No.
Intanto, a Roma Eventi (un plauso a chi ha scelto la sede del Congresso) il gruppo che si è occupato dell’organizzazione stava dando avvio al lavoro silenzioso che ha garantito tre giornate senza problemi di alcun tipo: a ciascuno il suo nelle iscrizioni e in sala, i cameramen vivaci si sono sottoposti alle procedure, i magistrati affardellati di bagagli l’ultima mattina si sono adeguati all’autogestione finale del guardaroba, gli operatori di polizia hanno trovato interlocutori attivi che li hanno resi quasi invisibili ai congressisti, e persino i simpatici cani antiesplosivi della Polizia di Stato hanno avuto e fornito la stessa discrezione.
Nessun incidente di percorso, grazie ai fantastici giovani che con il loro lavoro hanno garantito il buon andamento organizzativo talvolta affrontando momenti difficili (che è superfluo rivelare, tutto è andato bene).
Il congresso di Magistratura democratica si è come sempre specchiato nell’importante realtà di Medel, che ha portato a Roma un nutrito gruppo di magistrati europei: interessante seguire la sessione di Medel in cui si è parlato di stato di diritto in Europa e negli Usa, bello aver garantito ai magistrati di Medel di riunirsi in una saletta impreziosita dalla vista su un acquedotto romano.
Il congresso di Roma ha confermato che Md è – anche – una comunità giovane, che si rinnova. Lo hanno mostrato, insieme, le presenze di giovani magistrati, i loro importanti interventi, e il felice loro confrontarsi con lo splendido contributo che al congresso ha dato Giovanni Palombarini, che di Md è storia e presente.
Si potrebbe dire che non c’era bisogno del XXV Congresso per vedere in azione la passione e la solidità del gruppo dirigente di Md: e invece va detto e ripetuto, parliamo di magistrate e magistrati che sono una preziosa risorsa per la vita associativa.
Ciò che si è detto durante il Congresso a proposito della riforma costituzionale, al momento dell’uscita di questa Newsletter si confronta ormai con i quindici milioni di cittadini che hanno scelto con il voto di respingerla.
Ma una citazione è inevitabile.
Invitato a presenziare al XXV congresso di Magistratura democratica, il ministro Carlo Nordio ha invece inviato un videomessaggio registrato, che ha concluso, riferendosi alla riforma della Costituzione e al referendum con un singolare e curiosamente agonistico “che vinca il migliore”.
Nella stessa sessione, l’avvocato Filippo Lupo ha concluso splendidamente il suo intervento replicando al ministro: “vinca la migliore: che è la Costituzione”.
E’ stato bello vedere, alla fine del Congresso, intrecciarsi le “operazioni di voto” e le “operazioni di abbracci e saluti” tra coloro che hanno partecipato.
Ciascuna e ciascuno di loro aveva in cuore un serio e fondato timore.
E invece è successo: ha vinto la migliore, che è la Costituzione.
il Gruppo comunicazione di Magistratura democratica