Mozione finale approvata

 

Mozione finale approvata dal XXIII Congresso nazionale di Magistratura democratica.

 

Le sfide del presente

Il XXIII Congresso nazionale di Magistratura democratica, nell’approvare e fare integralmente propri i contenuti della Relazione della Segretaria generale Mariarosaria Guglielmi, riafferma che la legittimazione democratica della magistratura si fonda sul ruolo della giurisdizione nella tutela dei diritti e delle libertà, come limite ad ogni potere e difesa contro ogni arbitrio

La pandemia ci ha consegnato un’enorme crescita delle disuguaglianze unita all’accentuazione dirompente dei guasti di un paradigma di sviluppo, fondato sul primato del mercato senza regole e sull’arretramento dello stato sociale, a scapito della dignità e dei diritti delle persone. 

Le cronache restituiscono la costante messa in discussione dei diritti sociali e civili dei poveri, dei migranti, delle persone svantaggiate. 

In questo contesto emerge, con accresciuta drammaticità, che le conquiste della democrazia non sono irreversibili e hanno bisogno di un presidio permanente. Anche le vicende del carcere di Santa Maria Capua Vetere rivelano la fragilità della democrazia e dello stato di diritto, e rendono chiaro che tali conquiste non possono mai dirsi acquisite una volta per tutte. 

L’indipendenza della magistratura è, allora, condizione indispensabile per garantire un’effettiva tutela dei diritti e delle libertà. 

Affrontare la questione morale è, per la magistratura, un impegno imprescindibile, così come ribadire la necessità di rispettare il codice deontologico; non si tratta di una formalità burocratica, ma di una concreta espressione e fondamento del rinnovato “patto con i cittadini”, che possa restituire credibilità al lavoro quotidiano dei magistrati nell’esercizio imparziale e indipendente della giurisdizione.

Questo esercizio quotidiano della funzione giudiziaria deve essere espressione di un potere orizzontale e diffuso, a servizio del cittadino e in special modo della parte più debole e marginalizzata della società.

 

Per l’autonomia di Magistratura democratica e l’unità della magistratura progressista

In questo contesto, la recuperata, piena autonomia di Magistratura democratica non nasce in contrapposizione ad AreaDG, ma nella ricerca di un completamento nelle forme di rappresentanza delle sensibilità che percorrono la magistratura progressista.

Magistratura democratica è orgogliosa di avere contributo alla nascita ed alla crescita di AreaDG e guarda con favore all’impegno di molti suoi iscritti che vi operano e continueranno ad operarvi alacremente.

Siamo, quindi, convinti che l’iscrizione ad entrambi i gruppi sia una ricchezza. Consapevoli dell’esistenza di un comune sentire su molti temi, ma altrettanto consapevoli dell’esistenza di alcune diversità di approccio, sensibilità e prospettive culturali su altri; crediamo che questa differenza possa essere un valore e che, pertanto, la azione dei due gruppi possa e debba essere complementare.

A fronte di derive burocratiche e corporative, l’unità della magistratura progressista rimane un obiettivo politico che Magistratura democratica si impegna a perseguire. E ci proponiamo, sin da subito, di ricercarla in occasione dei prossimi confronti sui temi posti dalle proposte referendarie e dalle riforme in cantiere.