Csm e piano straordinario

Lettera della VII Commissione al Ministero

ROMA - La Settima Commissione del C.S.M, nella sua seduta del 24 marzo 2011, ha approvato una missiva indirizzata al Ministero di Giustizia e al Ministero dell'Innovazione sullo stato dell'informatizzazione giudiziaria italiana e sul Programma Straordinario, pubblicizzato sulla stampa, ma rispetto al quale il C.S.M. non ha ancora avuto alcuna comunicazione ufficiale.

Ne emerge la richiesta di interloquire concretamente su diverse tematiche specificatamente indicate nel testo. La lettera fa tesoro delle considerazioni svolte durante il corso di formazione annuale dei referenti distrettuali per l'informatica che è stato un momento di formazione e confronto fondamentale.

IL DOCUMENTO:

24 marzo 2011
Ultimi articoli
Magistrati e avvocati

Dialogare non è un optional, ma un dovere

di Mariarosaria Guglielmi
Contro i rischi della deriva populista, il confronto e il dialogo sui temi della giurisdizione costituiscono un percorso obbligato, per costruire un argine a difesa del nostro sistema di diritti e di garanzie
27 gennaio 2020

Giornata della memoria

Il ricordo del passato per capire il presente
Dichiarazione MEDEL

La Commissione europea per la tutela dello stato di diritto in Polonia

A causa dell’aggravarsi della situazione della giurisdizione in Polonia, MEDEL valuta positivamente la decisione della Commissione europea di chiedere alla Corte di Giustizia Ue l’adozione di provvedimenti provvisori nella procedura di infrazione
Garanzie e processo penale

Riccardo De Vito: «Il diritto di difesa è la garanzia del giusto processo»

Contraddittorio e diritto di difesa non sono degli inutili orpelli, ma i cardini del sistema costituzionale garantista
Il “caso Calabria”

Le risposte che servono alla Calabria

di Stefano Musolino
Con dolo o con colpa, si alimenta il messianismo della repressione penale, torcendola a finalità che le sono estranee e perdendo così di vista l’essenza dei problemi economici e culturali che sono la causa della pervicace resistenza della ‘Ndrangheta
Coltivazione domestica

Il ripensamento della Cassazione

di Riccardo De Vito
Con una recente pronuncia, le Sezioni Unite della Cassazione hanno ritenuto non punibili penalmente le attività di coltivazione di stupefacenti di minime dimensioni, svolte in forma domestica e destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore