Carceri

Una manovra
di corto respiro

*Il commento tiene conto del testo provvisorio del decreto legge e di quanto è dato sapere, e rappresenta un contributo per orientarsi

Il d.L. rappresenta una manovra a finalizzata ridurre i danni della grave situazione penitenziaria in modo articolato ed arlecchinesco, ma di limitata portata e di corto respiro. Risponde parzialmente alla CEDU della sentenza Torregiani prevedendo finalmente e con ritardo, tanto la fondamentale figura del Garante dei detenuti e delle persone private della libertà (pur se con ombre sulla effettiva indipendenza), quanto i casi, i modi ed i tempi della tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti e dell'esecuzione, mediante il reclamo giurisdizionale e il giudizio di ottemperanza, globalmente assegnato al Magistrato di Sorveglianza. Mentre non appresta ancora gli strumenti alternativi alla detenzione, di adeguamento della popolazione penitenziaria alla ricettività delle carceri.

Una manovra non aderente completamente allo spirito della legge penitenziaria, caratterizzata in primo luogo, da una visione meno trattamentale e rieducativa e più selettiva, in modo oggettivo con la stabilizzazione della detenzione domiciliare, secondo il modello della L. 199. In secondo luogo, dalla concentrazione di maggiori competenze sul magistrato di sorveglianza, a scapito della multidisciplinarietà del Tribunale, con implementazione della liberazione anticipata speciale a tempo accanto a quella ordinaria, la concessione del' affidamento provvisorio, la proroga per sopravvenienza di titolo esecutivo. E dunque una torsione del sistema verso l'oggettività e la monocraticità. Infine vengono accolte alcune delle proposte della Commissione Mista in materia di piccolo spaccio di stupefacenti, di rimozione di limiti alla concessione dell'affidamento terapeutico per tossicodipendenti o alcooldipendenti, di raccordo tra P.M.e magistrato di sorveglianza ex art. 51 bis O.P., e di implementazioni di procedimenti de plano, secondo le prassi virtuose già sperimentate da alcuni T.S. 

La novella si caratterizza per l'intervento su tre misure alternative in particolare.

L'esecuzione domiciliare per fine pena o detenzione domiciliare ex l. 199, pur restando fuori il sistema dell'ordinamento penitenziario, viene stabilizzata nel quadro delle alternative " fuori sede", ma nulla innovando quanto a presupposti, condizioni, competenza.

L'affidamento al servizio sociale diventa ammissibile anche se la pena residua è di 4 anni di reclusione, ma alla condizione della lecita condotta nell'anno precedente. Spicca lo slivellamento con i 3 anni previsti dall'art. 656 ai fini della sospensione dell'esecuzione. Si prevede l'applicazione provvisoria della misura da parte del magistrato di sorveglianza, deroghe provvisorie passate alla competenza dell'UEPE ed una (discutibilissima) riformulazione dell'art. 51 bis O.P.

La nuova liberazione anticipata speciale, a termine e fuori sistema, pur aumentando la riduzione di pena di 75 giorni a semestre dall'entrata in vigore del decreto fino al dicembre 2015, e consentendo un abbuono di altri 30 giorni ai 45 già concessi a semestre, a decorrere dall' 1 gennaio 2010, presenta profili opinabili discriminando per i titoli comprensivi dei delitti ex art.4 bis, ed ancorando il beneficio anche alla prova del concreto recupero sociale, desumibile da comportamenti rivelatori.

Francesco Maisto

Bologna, 18 dicembre 2013.                       

19 dicembre 2013
Ultimi articoli
Magistrati e avvocati

Dialogare non è un optional, ma un dovere

di Mariarosaria Guglielmi
Contro i rischi della deriva populista, il confronto e il dialogo sui temi della giurisdizione costituiscono un percorso obbligato, per costruire un argine a difesa del nostro sistema di diritti e di garanzie
27 gennaio 2020

Giornata della memoria

Il ricordo del passato per capire il presente
Dichiarazione MEDEL

La Commissione europea per la tutela dello stato di diritto in Polonia

A causa dell’aggravarsi della situazione della giurisdizione in Polonia, MEDEL valuta positivamente la decisione della Commissione europea di chiedere alla Corte di Giustizia Ue l’adozione di provvedimenti provvisori nella procedura di infrazione
Garanzie e processo penale

Riccardo De Vito: «Il diritto di difesa è la garanzia del giusto processo»

Contraddittorio e diritto di difesa non sono degli inutili orpelli, ma i cardini del sistema costituzionale garantista
Il “caso Calabria”

Le risposte che servono alla Calabria

di Stefano Musolino
Con dolo o con colpa, si alimenta il messianismo della repressione penale, torcendola a finalità che le sono estranee e perdendo così di vista l’essenza dei problemi economici e culturali che sono la causa della pervicace resistenza della ‘Ndrangheta
Coltivazione domestica

Il ripensamento della Cassazione

di Riccardo De Vito
Con una recente pronuncia, le Sezioni Unite della Cassazione hanno ritenuto non punibili penalmente le attività di coltivazione di stupefacenti di minime dimensioni, svolte in forma domestica e destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore