Giustizia

Md: il ministro prenda distanze da dichiarazioni sottosegretario Morrone

Associazionismo dei magistrati e cultura giurisdizione siano sempre baluardo dei diritti fondamentali

 

Ci auguriamo che il ministro della Giustizia prenda le distanze dalle dichiarazioni del sottosegretario Jacopo Morrone, che nella sua veste istituzionale, in un incontro organizzato dal Consiglio superiore della magistratura, ha auspicato che la magistratura si liberi dalle correnti, in particolare di quelle di «sinistra».

È la seconda volta nel giro di pochi giorni che rappresentanti dell’Esecutivo, confondendo ruolo istituzionale e invettiva politica, conducono attacchi gravi all’indipendenza della magistratura e allo stato costituzionale di diritto.

Magistratura democratica continuerà a lavorare per rafforzare tutto l’associazionismo dei magistrati e la cultura della giurisdizione come baluardo dei diritti fondamentali delle persone, soprattutto degli ultimi.

6 luglio 2018
Ultimi articoli
Magistrati e avvocati

Dialogare non è un optional, ma un dovere

di Mariarosaria Guglielmi
Contro i rischi della deriva populista, il confronto e il dialogo sui temi della giurisdizione costituiscono un percorso obbligato, per costruire un argine a difesa del nostro sistema di diritti e di garanzie
27 gennaio 2020

Giornata della memoria

Il ricordo del passato per capire il presente
Dichiarazione MEDEL

La Commissione europea per la tutela dello stato di diritto in Polonia

A causa dell’aggravarsi della situazione della giurisdizione in Polonia, MEDEL valuta positivamente la decisione della Commissione europea di chiedere alla Corte di Giustizia Ue l’adozione di provvedimenti provvisori nella procedura di infrazione
Garanzie e processo penale

Riccardo De Vito: «Il diritto di difesa è la garanzia del giusto processo»

Contraddittorio e diritto di difesa non sono degli inutili orpelli, ma i cardini del sistema costituzionale garantista
Il “caso Calabria”

Le risposte che servono alla Calabria

di Stefano Musolino
Con dolo o con colpa, si alimenta il messianismo della repressione penale, torcendola a finalità che le sono estranee e perdendo così di vista l’essenza dei problemi economici e culturali che sono la causa della pervicace resistenza della ‘Ndrangheta
Coltivazione domestica

Il ripensamento della Cassazione

di Riccardo De Vito
Con una recente pronuncia, le Sezioni Unite della Cassazione hanno ritenuto non punibili penalmente le attività di coltivazione di stupefacenti di minime dimensioni, svolte in forma domestica e destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore