Addio a Sergio Mattone

La scomparsa

Addio a Sergio Mattone

di Esecutivo di Magistratura Democratica
Il ricordo di Gianfranco Viglietta
(foto di Giorgio Bergami)

ROMA - L’enorme tributo di affetto e rimpianto che lascia Sergio è l’eloquente dimostrazione della sua statura culturale e umana. Sergio ha incarnato al meglio un’utopia in cui molti di noi credevano, ma pochi hanno saputo coerentemente inverare nella loro vita professionale.

La fermezza dei principi, l’adesione appassionata al modello culturale del giudice strumento di legalità e promotore di eguaglianza sostanziale derivante dalla Costituzione, nutrite di costante impegno civile e comprensione umana ne hanno fatto un modello esemplare per molti magistrati della mia generazione e di quelle successive.

Sergio è stato un animatore della vecchia Magistratura democratica, un costante ispiratore del gruppo lavoro della corrente, in cui ha rivestito incarichi di vertice. Ha compiuto una luminosa carriera, è stato eletto al Consiglio Superiore, nominato presidente della sezione lavoro della cassazione. Riconoscimenti, tuttavia mai cercati, ma sempre derivati da unanime consenso e vissuti con puro spirito di servizio.

Raffinatissimo giurista, in rapporto con i migliori lavoristi dell’epoca (da Smuraglia a Ghezzi ad Alleva) ha speso la sua cultura in sentenze esemplari ma anche in innumerevoli convegni, associazioni culturali, articoli su prestigiose riviste giuridiche, sulla stampa di Md, ma anche su giornali, periodici non specializzati, quotidiani. Perché Sergio era un intellettuale permanentemente impegnato nel dibattito culturale e istituzionale, senza alcuno snobismo. Il suo impegno è proseguito anche dopo il suo collocamento in pensione.

Molte riforme in cui aveva profondamente creduto, dalla “giusta causa” per i licenziamenti allo Statuto dei lavoratori, sono state in gran parte smantellate, in un contesto di progressivo prosciugamento dello stato del welfare. Tuttavia il suo impegno resta ancora in gran parte un nobile ed attuale punto di riferimento per la cultura giuridica ed istituzionale del paese.

Sergio era un intellettuale dello stampo di Pino Borrè, di Salvatore Senese e di pochi altri che hanno saputo trasformare la Corte di cassazione da organo conservatore a giurisdizione aperta alle istanze sociali conformi ai principi costituzionali. Nel suo settore la doppia presidenza consecutiva di Salvatore Senese e di Sergio Mattone ha creato una giurisprudenza di forte evoluzione e di garanzia effettiva dei diritti dei lavoratori.

Ma dicevo che Sergio ha incarnato un’utopia: quella del giudice al servizio della collettività, che non crede nella carriera come strumento di autorealizzazione, ma nell’uguaglianza delle funzioni come riflesso della pari dignità sociale dei cittadini. Non gli è stato difficile perché è stato un uomo straordinario per gentilezza d’animo, mitezza, umiltà, appassionata e spontanea partecipazione al dolore e ai problemi degli altri.

Ci ha regalato il piacere di frequentarlo, il piacere della condivisione di affetti, amicizia, solidarietà. Ma anche il gusto della conversazione intelligente, di arte e di cinema, di letteratura e di politica, perché la sua dimensione di giurista non ha mai esaurito i suoi interessi e la sua dimensione intellettuale. La sua cultura, la sua opera di intellettuale e giurista, trasfuse in un numero elevatissimo di scritti, restano come grande eredità per noi e per il Paese. La sua straordinaria umanità, purtroppo, ci mancherà sempre.

Gianfranco Viglietta


(31/10/2015)
                       

01/11/2015

Articoli Correlati

Ricordando Walter

Ciao Walter, addio amico amato: modello dell’essere e del fare

È già trascorso un anno da quando Walter Mapelli ci ha lasciato. Walter faceva parte della comunità di Magistratura democratica. Desideriamo ricordarlo con le parole di Olindo Canali, che ringraziamo per questo suo bel ritratto di Walter.

In memoria di Pino Airò

Magistratura Democratica lo ricorda attraverso le parole di due amici

In ricordo

L’attualità dell’insegnamento e della testimonianza di Salvatore Senese

In tutte le sue diverse esperienze di “magistrato impegnato” ha mostrato come la fermezza sui valori e sulle idee debba unirsi all’ascolto e al confronto rifuggendo sempre da ogni settarismo

In ricordo

Per Salvatore Senese

Il vuoto lasciato dalla sua scomparsa non è di quelli che possano essere facilmente colmati. Non lo sarebbe stato in nessuna fase della vita di Magistratura democratica. Ma oggi, con tutto quello che sta succedendo, è facile capire che quel vuoto rimarrà per molto tempo ad ammonirci

In ricordo

Salvatore Senese, la sua lezione di fronte allo squallore di oggi

Proponiamo il brano di Luigi Ferrajoli pubblicato da il manifesto del 18 giugno 2019.

Nelle sue parole, il miglior antidoto alla demagogia di chi chiede il dissolvimento delle associazioni e, così facendo, impedisce un reale cambiamento delle stesse o propone di cambiare tutto per non cambiare niente. (L’Esecutivo nazionale di Magistratura democratica)

In ricordo

In quella voragine è finita anche una parte dello Stato

La voragine di Capaci ci sollecita a non perdere mai il senso dello Stato e a non restare intrappolati tra tentazioni carrieristiche, timori reverenziali, atteggiamenti burocratici ed individualismi esasperati

Ricordando Walter

Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta

Oggi al duomo di Monza una folla di donne e di uomini ha salutato Walter Mapelli, Procuratore della Repubblica di Bergamo che ci ha lasciato l’8 aprile, dopo una lunga malattia

Per Pasquale Sibilia

Formidabili quegli anni

Un ricordo di Pasquale Sibilia da parte di un suo uditore

Per Graziana Calcagno

In ricordo di una giudice minorile

Preparata e colta, protagonista di quella cultura che rovesciava l’ottica “segregazionista” e “difensivistica” della cosiddetta ri-educazione e correzione dei minori per affermare i loro diritti, riassumibili nel diritto alla educazione