La comunità dei giuristi condanni questa ennesima violazione del diritto internazionale da parte dello Stato d’Israele
Ancora una volta Israele viola il diritto internazionale e lo fa, ancora una volta, nel silenzio assordante dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali.
Nella giornata del 18 maggio scorso, le forze armate dello Stato di Israele hanno abbordato, in acque internazionali, numerose imbarcazioni civili battenti bandiere di diverse nazioni, ma unite sotto l’unica bandiera della solidarietà.
Nella giornata di oggi, altre imbarcazioni della Freedom Flotilla sono state raggiunte da proiettili della marina militare israeliana e il loro equipaggio è stato preso in ostaggio dai militari.Si tratta di persone impegnate in una missione pacifica e non violenta, finalizzata a portare solidarietà ed aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza, a tutt’oggi vittima di crimini che numerosi organismi internazionali (per tutti il rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite del settembre 2025), oltre a studiosi e studiose, qualificano come genocidio.
Mentre l’azione della Flotilla è conforme al diritto internazionale, l’attacco armato da parte delle forze armate israeliane ne costituisce una palese violazione, così come il blocco navale al largo di Gaza, dato che esso opera su acque territoriali di uno Stato, la Palestina, annesso illegittimamente – così come da ultimo ribadito dalla Corte internazionale di giustizia (International Court of Justice, Legal Consequences arising from the Policies and Practices of Israel in the Occupied Palestinian Territory, including East Jerusalem, Avisory Opinion, 19 July 2024) – e priva il popolo palestinese dei mezzi necessari al sostentamento (artt. 23 e 55 della Quarta Convenzione di Ginevra sulla protezione della popolazione civile nei conflitti armati).
La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (Montego Bay) stabilisce la libertà di navigazione non offensiva in acque internazionali.
Questo principio, riconosciuto come norma di diritto consuetudinario internazionale – dunque applicabile anche allo Stato d’Israele che non ha ratificato la Convenzione – attribuisce giurisdizione esclusiva allo Stato di bandiera della nave, anche per quanto riguarda eventuali atti illeciti commessi a bordo.
Le accuse israeliane di “terrorismo” contro gli attivisti della Flotilla non hanno alcun fondamento e, in ogni caso, non modificano la ripartizione delle competenze giuridiche.
Alla luce di quanto sopra Magistratura democratica chiede alla comunità dei giuristi di condannare questa ennesima violazione del diritto internazionale da parte dello Stato d’Israele e auspica che il governo italiano adotti tutte le misure necessarie a tutela dei cittadini presenti sulle imbarcazioni attaccate.
L’Esecutivo di Magistratura democratica