CG Catanzaro, notificato il ricorso

Ordinamento

CG Catanzaro, notificato il ricorso

di Esecutivo di Magistratura Democratica
"Convinti della fondatezza"

E' stato notificato ieri il ricorso avverso la delibera assunta dal Consiglio giudiziario di Catanzaro che ha rifiutato l'ingresso in consiglio di Vincenzo Luberto, quale subentrante alla collega eletta nella lista di Area, e disposto l'ingresso di altro collega, primo dei non eletti per numero di voti ma supportato da altra lista.

Siamo convinti della fondatezza del ricorso, che trova solide basi anche in delibere consiliari, e della necessità che la composizione del consiglio giudiziario rispetti le logiche di democrazia e di rappresentanza (logiche che si sostanziano nel voto per liste contrapposte) e la volontà espressa dal voto dei colleghi del distretto.

Il ricorso, che trova l'appoggio diretto di tutti i colleghi del distretto interessato che si riconoscono in Area, è sostenuto con convinzione da Magistratura democratica e Movimento per la giustizia-Art.3, che hanno contribuito anche economicamente alla presentazione dell'impugnazione.

Confidiamo che il Consiglio giudiziario di Catanzaro possa tornare rapidamente ad operare secondo una corretta rappresentanza delle posizioni ideali presenti nel distretto.

Valerio Fracassi e Luigi Marini

(17 ottobre 2012)

 

17/10/2012

Articoli Correlati

Nota della Presidente di Magistratura democratica

Gli effetti dell’allargamento dell’elenco dei “Paesi sicuri”


La Presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano, ha diffuso una nota in cui si spiegano gli effetti pratici del decreto ministeriale 7 maggio 2024 con il quale è stato allargato l’elenco dei Paesi sicuri a ulteriori Paesi (indicati all’inizio del testo), includendo così i Paesi di origine da cui proviene la maggioranza dei migranti.

Comunicati

Il carcere: tra dignità umana e rieducazione


Il tasso di sovraffollamento, il numero di suicidi, le criticità nell’assistenza sanitaria espongono le persone detenute e quelle che in carcere lavorano a una quotidianità che rischia di porre in discussione i diritti fondamentali della persona e compromettere la funzione di reinserimento sociale che la Costituzione indica come coessenziale all’esecuzione delle pene.  

Comunicati

25 Aprile, Costituzione, giurisdizione


Il fascismo fu anche giurisdizione.


Fu il Tribunale speciale per la difesa dello Stato istituito nel 1926 (e ricostituito nella Repubblica sociale italiana) che inflisse agli antifascisti decine di migliaia di anni di reclusione, confino, sorveglianza speciale di polizia.


Fu il “servile e osannante conformismo” (parole di Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente) condiviso da una parte della magistratura e da buona parte delle “alte magistrature” immortalate nella cronaca dell’apertura dell’anno giudiziario del 1940 mentre acclamano il duce che riceve i capi degli uffici giudiziari a Palazzo Venezia.


La democrazia costituzionale esige che il quadro normativo che regola lo svolgimento della funzione giusrisdizionale non diventi lesione del ruolo costituzionale della giurisdizione; e che, nell’intera loro attività, i magistrati riescano a “essere la Costituzione” rifiutando il conformismo, non nelle sue ultime e drammatiche esternazioni ma sin dalle sue prime manifestazioni.

Comunicati

La riforma del Testo unico sulla dirigenza giudiziaria: un’opportunità da cogliere senza esitazioni


Magistratura democratica, ad esito di una elaborazione collettiva del gruppo, maturata nel tempo, offre alla riflessione delle istituzioni, della magistratura associata e di tutti i magistrati e i giuristi, una riflessione sull’attuazione del decreto legislativo n. 44 del 2024.


I compiti che il CSM dovrà svolgere per attuare la riforma della dirigenza giudiziaria consentono, se lo si vorrà, di dare strumenti per la trasparenza e la leggibilità delle scelte, che valorizzando la scelta di criteri generali piuttosto che di criteri sulla singola nomina, può consentire di combattere l’indispensabile battaglia contro il carrierismo e il clientelismo da troppo tempo rimandata.