Dichiarazione di Medel sulle riforme del sistema giudiziario nella Repubblica di Moldavia

Noi e Medel

Dichiarazione di Medel sulle riforme del sistema giudiziario nella Repubblica di Moldavia

di Esecutivo di Magistratura Democratica
 

MEDEL (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés) esprime seria preoccupazione per il recente progetto di riforma sulla riorganizzazione della Corte Suprema di Giustizia e dell’Ufficio di Procura, presentato dal Ministero della Giustizia della Repubblica di Moldavia.

Secondo il progetto di riforma, uno degli obiettivi è la riduzione del numero di giudici della Corte Suprema, effettuata  sulla base di una valutazione affidata a “Commissione di valutazione”, di nuova istituzione, composta da membri nominati principalmente dal potere esecutivo e dal potere legislativo.

Tale Commissione addetta alla valutazione dei giudici, in particolare all'interno della Corte Suprema, e prevalentemente nominata dal governo, non sembra adatta a garantire una valutazione obiettiva e a rispettare le garanzie per lo statuto dei giudici.

Come ha ricordato il Consiglio Consultivo dei giudici europei (CCJE) -nel suo parere n.17 (2014) sulla valutazione del lavoro dei giudici, sulla qualità della giustizia e sul rispetto dell'indipendenza dei sistemi giudiziari - "al fine di proteggere l'indipendenza giudiziaria, la valutazione dovrebbe essere effettuata principalmente da parte dei giudici. I Consigli di Giustizia (ove esistono) possono avere un ruolo in tale procedura. Tuttavia, altri strumenti di valutazione potrebbero essere utilizzati, ad esempio, da appartenenti alla magistratura nominati o eletti da giudici allo scopo specifico di procedere alla valutazione. La valutazione da parte del Ministero della Giustizia o di altri organismi esterni dovrebbe essere evitata; né il Ministero della Giustizia o altri organismi dell'esecutivo dovrebbero essere in grado di influenzare il processo di valutazione. Inoltre, potrebbero partecipare altre figure professionali in grado di fornire un utile contributo al processo di valutazione. Tuttavia, è essenziale che tali valutatori siano in grado di attingere a conoscenze ed esperienze sufficienti del sistema giudiziario per poter valutare adeguatamente il lavoro dei giudici. È inoltre essenziale che il loro ruolo sia esclusivamente consultivo e non determinante".

MEDEL valuta con molta preoccupazione anche la proposta di modifica del numero di membri del Consiglio Superiore della Magistratura, che prevede un incremento del numero dei rappresentanti della società civile. Questa proposta solleva preoccupazioni perché potrebbe limitare la possibilità dei giudici di decidere su tutte le questioni che riguardano il governo della magistratura.

Dobbiamo ricordare che le istituzioni internazionali più rilevanti hanno ripetutamente sottolineato la necessità dell'esistenza di una significativa maggioranza di giudici nei Consigli Superiori, come garanzia dell'indipendenza della magistratura:

  • la “Commissione di Venezia” (European Commission for Democracy Through Law), nel suo Rapporto sull'indipendenza del sistema giudiziario - Parte I: l'indipendenza dei giudici (adottata dalla Commissione di Venezia nella sua 82a sessione plenaria, Venezia, 12-13 marzo 2010) ha dichiarato espressamente che una parte sostanziale, se non la maggioranza, dei membri dei Consigli di Giustizia devono essere giudici eletti o nominati dai loro pari;
  • il CCJE, nella Magna Carta dei Giudici, approvata il 17 novembre 2010, ha anche chiaramente affermato che, al fine di garantire l'indipendenza dei giudici, i Consigli di Giustizia dovrebbero essere composti esclusivamente da giudici o da una maggioranza sostanziale di giudici eletti dai loro pari;
  • il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, nella sua raccomandazione CM/REC(2010) 12 – Giudici: Indipendenza, Efficienza, Efficienza e Responsabilità, afferma che non meno della metà dei membri dei Consigli di Giustizia dovrebbero essere giudici scelti da parte dei loro colleghi di tutti i livelli del sistema giudiziario e nel rispetto del pluralismo all'interno della magistratura.

 

MEDEL ribadisce che l'indipendenza della magistratura è uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto, come riconosciuto a livello internazionale, tra l'altro, nei Principi fondamentali sull'indipendenza della magistratura (ONU 1985), dal Consiglio d'Europa Raccomandazione NR (94) 12 in merito all'indipendenza, all'efficienza e al ruolo dei giudici, dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla Carta Europea sullo Statuto dei giudici.

MEDEL continuerà a seguire da vicino l'evoluzione del dibattito in Moldavia e chiede che il governo della Repubblica di Moldavia si astenga da qualsiasi azione che attenti all'indipendenza della giustizia, in particolare promuovendo leggi che indeboliscono la magistratura.

28/09/2019

Articoli Correlati

Noi e Medel

Medel, il bilancio di Monetti

"Cresciuti come numeri e confini"

Noi e Medel

Manifesto per un'Europa più democratica

Leggi il documento

Ungheria

La svolta di Orbàn

"Si smantellano meccanismi pesi e contrappesi"