Dichiarazioni del ministro Salvini: inaccettabile contrapporre accertamento giudiziario a volontà espressa dal consenso elettorale

Sequestro fondi Lega

Dichiarazioni del ministro Salvini: inaccettabile contrapporre accertamento giudiziario a volontà espressa dal consenso elettorale

di Esecutivo di Magistratura Democratica
La magistratura è attenta ai limiti delle sue funzioni e non si interessa di chi esercita la funzione di indirizzo politico

 

Con le dichiarazioni del ministro Salvini sul provvedimento di sequestro dei fondi della Lega, non siamo di fronte alla valutazione critica di provvedimenti e di iniziative giudiziarie che in uno Stato di diritto è legittima ed essenziale, ma ad affermazioni inaccettabili, che evidenziano toni e contenuti intimidatori.

L’accusa alla magistratura di intervenire per scopi politici e di agire per ribaltare le scelte compiute democraticamente dagli elettori ha una portata eversiva, e realizza una grave interferenza rispetto all’esercizio delle prerogative che alla giurisdizione spettano a tutela dei diritti e della legalità.

Contrapporre l’accertamento giudiziario alla volontà espressa dal consenso elettorale significa riproporre una visione falsamente democratica del potere come immunità dal controllo di legalità, svolto da un’autorità giudiziaria indipendente.

La magistratura è consapevole e attenta ai limiti delle sue funzioni e non si interessa di chi esercita la funzione di indirizzo politico.

Come in passato, temiamo la pretesa di esercitarla al di fuori dei vincoli che pone la Costituzione a tutela dell’eguaglianza di tutti di fronte alla legge e dell’indipendenza della magistratura.

 
Mariarosaria Guglielmi, segretaria generale di Magistratura democratica
Riccardo De Vito, presidente di Magistratura democratica

07/09/2018

Articoli Correlati

Vaccinazione e certificazione verde

Il dovere di fare chiarezza

Ogni critica rappresenta l’anima del confronto e deve perciò essere sempre tenuta in considerazione: anche se aspra, caricaturale o persino oltraggiosa. Ma altra e diversa cosa dalla critica è l’attribuzione di pensieri ed opinioni mai espressi, per giunta contrari a verità. Quando ciò accade, l’informazione si trasforma in menzogna e la “notizia” in artificio ingannevole, falso ed infamante.

Eguaglianza, donne e diritto

Per le donne afghane

Ad ogni regime autoritario che faccia dell’oscurantismo il paradigma della condizione femminile deve corrispondere una campagna internazionale di mobilitazione delle coscienze e di sostegno umanitario. Con questo auspicio, rivolgiamo un appello a tutti i governi e agli organismi internazionali, affinché mettano al centro dei loro programmi il dovuto ausilio alla popolazione afghana, attivando ogni necessario meccanismo di protezione internazionale per le donne e i profughi di questo Paese.

Vaccinazione e certificazione verde

Il vaccino: un diritto ed un onere

La vaccinazione anticovid è, al tempo stesso, un diritto ed un onere. Uno strumento di liberazione dai più gravi timori per la salute individuale e collettiva, il cui mancato adempimento ben può giustificare una serie di calcolate restrizioni e limitazioni, adottate nell’interesse collettivo, in vari ambiti della vita sociale.

Su improcedibilità, criteri di priorità e nuovo volto della pena

Processo penale: cambiare sì, ma come?

La norma sulla improcedibilità contenuta nella proposta di riforma 'Cartabia', oltre a stridere con l'articolo 112 della Costituzione, è potenzialmente irragionevole, perché 'colpisce' con un'unica e rigida sanzione processuale situazioni e processi molto diversi tra loro, trascurando la diversa gravità dei reati e la diversa complessità degli accertamenti da svolgere. L'improcedibilità così concepita, inoltre, diminuisce la qualità delle garanzie delle persone sottoposte a giudizio e rischia di sacrificare i diritti delle persone offese. Né risponde a pretese esigenze del diritto europeo, ove non si richiede che un processo finisca 'entro un certo termine', ma piuttosto che finisca 'utilmente', ossia con un accertamento del fatto.