Comunicati

Il Consiglio Nazionale di Md su Area

di Esecutivo di Magistratura Democratica
"Necessari incontri a livello nazionale e locale"

Sabato scorso il Consiglio Nazionale di Magistratura democratica, dopo un ampio dibattito naturalmente aperto anche ai sottoscrittori del documento dal titolo per un “Soggetto autonomo di Area”, ha deliberato nel modo seguente:

 

Il Consiglio Nazionale

di Magistratura democratica

1.    ribadisce l’impegno nell’ambito di Area per affermare una giurisdizione rispettosa del mandato costituzionale, presidio concreto per i diritti fondamentali delle persone, e per contrastare un modello di magistrato proiettato elusivamente su logiche corporative e su bisogni personali e, nello stesso tempo, lontano dai luoghi di confronto dell’associazionismo giudiziario;

2.    ritiene non più dilazionabile la promozione di momenti di confronto sia in sede locale sia in sede nazionale tra i rappresentati e i rappresentanti di Area negli organi di autogoverno e in Anm;

3.    ritiene, altresì, necessari incontri tra direttivi di Md e Movimento/Art.3, anche in vista della convocazione di periodiche riunioni di confronto e proposta aperte a tutti coloro che si riconoscono nel progetto di Area, nonché della promozione della attività dei gruppi di lavoro e di iniziative che concorrono alla formazione di una cultura condivisa sui valori di fondo della giurisdizione e sulla loro realizzazione;

4.    valuta positivamente forme di coordinamento nell’azione di Area a livello territoriale;

5.     ritiene che il percorso associativo così delineato richieda una partecipazione attiva dei magistrati che si riconoscono in Md e l’apporto propositivo del gruppo e delle sue risorse culturali e organizzative

Roma, 23/6/2012.

23/06/2012

Articoli Correlati

Comunicati

A sostegno dei magistrati della Procura e della Corte penale internazionale


Lo Statement emesso il 20 maggio 2024 dal Procuratore presso la Corte penale internazionale, con il quale annuncia di avere depositato alla sezione predibattimentale della Corte la richiesta di mandati d’arresto relativi alla situazione dello Stato palestinese, è stato oggetto di un fuoco di fila politico-mediatico di fronte al quale Magistratura democratica, come associazione indipendente di magistrati, non può tacere.

Nota della Presidente di Magistratura democratica

Gli effetti dell’allargamento dell’elenco dei “Paesi sicuri”


La Presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano, ha diffuso una nota in cui si spiegano gli effetti pratici del decreto ministeriale 7 maggio 2024 con il quale è stato allargato l’elenco dei Paesi sicuri a ulteriori Paesi (indicati all’inizio del testo), includendo così i Paesi di origine da cui proviene la maggioranza dei migranti.

Comunicati

Il carcere: tra dignità umana e rieducazione


Il tasso di sovraffollamento, il numero di suicidi, le criticità nell’assistenza sanitaria espongono le persone detenute e quelle che in carcere lavorano a una quotidianità che rischia di porre in discussione i diritti fondamentali della persona e compromettere la funzione di reinserimento sociale che la Costituzione indica come coessenziale all’esecuzione delle pene.  

Comunicati

25 Aprile, Costituzione, giurisdizione


Il fascismo fu anche giurisdizione.


Fu il Tribunale speciale per la difesa dello Stato istituito nel 1926 (e ricostituito nella Repubblica sociale italiana) che inflisse agli antifascisti decine di migliaia di anni di reclusione, confino, sorveglianza speciale di polizia.


Fu il “servile e osannante conformismo” (parole di Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea Costituente) condiviso da una parte della magistratura e da buona parte delle “alte magistrature” immortalate nella cronaca dell’apertura dell’anno giudiziario del 1940 mentre acclamano il duce che riceve i capi degli uffici giudiziari a Palazzo Venezia.


La democrazia costituzionale esige che il quadro normativo che regola lo svolgimento della funzione giusrisdizionale non diventi lesione del ruolo costituzionale della giurisdizione; e che, nell’intera loro attività, i magistrati riescano a “essere la Costituzione” rifiutando il conformismo, non nelle sue ultime e drammatiche esternazioni ma sin dalle sue prime manifestazioni.