L’ANM sostiene la proposta di indulto differito

L’urgenza e la drammaticità della situazione carceraria, dopo ripetute promesse di soluzioni irrealizzabili se non contrarie alla finalità rieducativa della pena, impone una iniziativa nuova che possa essere da subito praticata e trovi la necessaria adesione delle forze politiche.

L’Anm aggiunge la sua voce a quella dell’accademia, dell’avvocatura, della conferenza episcopale, di tanti singoli magistrati di esperienza, che provengono da tutte le famiglie culturali che popolano l’associazionismo giudiziario.

Il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM, ricordando la necessità di misure concrete di rafforzamento degli uffici dell’esecuzione penale e dei tribunali di sorveglianza, ha deciso di aderire al documento che propone l’adozione di indulto differito, ovvero condizionato alla verifica della sussistenza, in continuità con il percorso trattamentale già avviato in carcere, di un percorso di “uscita” assistito da  misure di sostegno professionale  e formativo, percorsi di riparazione, mediazione e riconciliazione. “La proposta non contrappone clemenza e sicurezza. Al contrario, sostiene che la sicurezza collettiva possa essere rafforzata proprio attraverso percorsi di reinserimento credibili e controllati”.

Come è noto i firmatari verranno sentiti in parlamento il 23 settembre.

L’esecutivo di magistratura democratica esprime soddisfazione e saluta l’adesione dell’ANM come un deciso passo verso quella collaborazione istituzionale alla soluzione del problema che non può più aspettare.

L’Esecutivo di Magistratura democratica

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