Norma responsabilità civile

Parlamento

Norma responsabilità civile

di Esecutivo di Magistratura Democratica
Area: "Subito Cdc per organizzare mobilitazione"

AREA CHIEDE UNA CONVOCAZIONE URGENTE DEL CDC DELL’ANM per discutere e organizzare forme di mobilitazione in merito alle iniziative parlamentari in tema di responsabilità civile dei magistrati e interrogatorio dei detenuti.

 

La norma votata questa mattina alla Camera dei Deputati in materia di responsabilità civile dei magistrati desta grande allarme. La proposta di eliminare qualsiasi filtro per l’adozione di iniziative giudiziarie a carico dei magistrati appare incostituzionale. Una simile norma esporrebbe il magistrato all’aggressività e alla capacità intimidatoria delle “parti forti” e di quelle che semplicemente vogliono evitare il giudizio. Quella soluzione non pare ispirata al principio della responsabilizzazione dei magistrati e ad una giustizia più efficiente e di qualità, ma al contrario mira ad avere dei giudici burocrati che cercano sempre la via di minore resistenza, la soluzione più comoda e meno rischiosa, quella che penalizzerebbe inevitabilmente i soggetti e i diritti deboli.

Inoltre, desta notevole preoccupazione anche la norma del decreto cd. “svuota carceri” (art. 123 disp. att. c.p.p.), che prevede la sostanziale impossibilità di sottoporre ad interrogatorio il detenuto in un luogo diverso da quello ove risulti ristretto. Detta disposizione, se definitivamente approvata, produrrebbe gravissime ripercussioni sull’organizzazione del lavoro dei magistrati in assenza di adeguate risorse .

 

Piergiorgio Morosini (Segretario Generale di Magistratura Democratica)

 

Valerio Fracassi (Segretario Generale di Movimento per la Giustizia/Art.3)

02/02/2012

Articoli Correlati

Festa della Liberazione

Perché il 25 aprile ci è indispensabile

Da sempre il senso di questa ricorrenza va oltre la volontà di ricordare la Liberazione dal nazifascismo. Ribadire la forza di principi fondamentali quali la libertà e la giustizia è una necessità ed un momento di “ricostruzione”, che passa anche dalla condivisione di valori, e da una giornata che li celebri.

Dichiarazioni della Segretaria generale di Md

Vaccini: la magistratura deve dimostrare unità con il Paese

In un momento in cui è urgente porre rimedio alle iniquità causate da scelte di alcune regioni di dare precedenza a categorie diverse da quelle più deboli ed esposte, senza arretrare minimamente rispetto alle richieste di interventi necessari per “mettere in sicurezza” la giustizia e tutti gli operatori di giustizia, la magistratura deve dimostrare di essere e di sentirsi parte della nostra comunità, e partecipe del senso di solidarietà e di unità che, soprattutto in questo momento, deve sostenerla.

Giornata dell'otto marzo

L’eguaglianza di genere: un test per la democrazia

La giornata dell’otto marzo ci richiama ad una riflessione non formale sui diritti e sulla democrazia.

Sul libro-intervista di Sallusti e Palamara

Per non falsificare la storia della giurisdizione

Il libro-intervista di Alessandro Sallusti e Luca Palamara amputa ed omette una parte importante della storia della Magistratura e riduce una stagione complessa ad una vicenda “emblematica” dell’aggressione portata per via giudiziaria a presunti avversari dalla magistratura “politicizzata”, rappresentata da Md. Così facendo, si persegue il fine di riabilitare singoli protagonisti interessati da quelle vicende e si attenta al cuore di un valore essenziale per la tenuta della democrazia: la fiducia nell’imparzialità della giurisdizione, quale strumento di tutela dei diritti e delle garanzie, e nel suo ruolo di difesa della legalità e dei principi dello Stato di diritto.

Il "caso Calabria"

Il Pubblico Ministero, il giudice e la comunicazione

Crediamo nel ruolo del Pubblico Ministero che, quale primo tutore delle garanzie e dei diritti costituzionali, agisce nella consapevolezza della necessaria relatività delle ricostruzioni accusatorie e della necessità di verificarle nel contraddittorio, e non in quello di parte interessata soltanto al conseguimento del risultato, lontano dalla cultura della giurisdizione e dall’attenzione all’accertamento conseguito nel processo. E crediamo nell’impegno dei magistrati che, anche nei contesti territoriali più difficili, continuano a svolgere con questa consapevolezza le loro funzioni, incarnando una giurisdizione terza e imparziale, vera precondizione per un esercizio corretto del difficile compito di giudicare.