Mozione sulla Turchia

Speciale XXI Congresso

Mozione sulla Turchia

di Esecutivo di Magistratura Democratica

La notte della democrazia in Turchia si è manifestata ulteriormente ieri con l’arresto di un nutrito gruppo di parlamentari di opposizione, di quel partito che aveva impedito all’attuale governo di ottenere la maggioranza assoluta prima della ripetizione delle elezioni, che rappresenta oltre il 10% degli elettori e che esprime agli occhi degli osservatori internazionali la ricerca di una soluzione pacifica alla questione curda e di una visione progressista della società turca.

La valanga che ha travolto lo Stato di diritto in Turchia dopo il tentativo di colpo di Stato del luglio scorso ha determinato l’arresto e la destituzione di migliaia di giudici e pubblici ministeri (circa un terzo dell’intera magistratura), insieme ad avvocati, giornalisti, professori, appartenenti alle forze di polizia, funzionari pubblici, tutti qualificati come terroristi o fiancheggiatori del terrorismo.

Pochi giorni fa è stato arrestato Murat Arslan, presidente di Yarsav, l’associazione professionale di magistrati componente, come MD, di MEDEL, sciolta con decreto governativo ed i cui aderenti sono stati inseriti nella lista di magistrati predisposta a livello centrale per l’arresto e la detenzione preventiva, che si prolunga per molti di loro dal luglio scorso.   
E’ davvero difficile apprezzare le basi giuridiche e gli elementi di prova a carico degli arrestati, in una condizione di stato d’emergenza prolungato e prorogato, che impedisce o limita fortemente agli arrestati anche i colloqui con i propri legali e con i propri familiari, in un contesto di sovraffollamento carcerario e di ingiustificata compressione di tutti i diritti di difesa.

MD, riunita a Bologna nel suo XXI Congresso:
- denuncia la deriva totalitaria della Turchia, paese mediterraneo di tradizione laica e democratica, con cui esistono stretti rapporti e legami culturali ed economici;
- esprime rammarico per l’interruzione del dialogo tra colleghi ed esperti  nel quadro del processo di integrazione europea;
- esprime preoccupazione, sdegno e dolore per l’incarcerazione di migliaia di magistrati, avvocati, giornalisti ed ora anche parlamentari, senza garanzie, senza diritti di difesa, senza rispetto delle regole del giusto processo;
- chiede che le istituzioni europee rompano l’assordante silenzio tenuto sinora sulla tragica demolizione dei principi di separazione dei poteri e di indipendenza della magistratura in Turchia.

Una forte parola dell’Europa, delle istituzioni che la animano, dei popoli che la compongono, deve raggiungere, in questo momento drammatico, tutto il popolo turco che speriamo ancora di accogliere nella famiglia europea per progredire insieme in un quadro di democrazia rispettosa dei diritti umani e di tutti i fondamentali diritti di libertà.

ALLEGATI:

06/11/2016

Articoli Correlati

Carcere e coronavirus

Sulle scarcerazioni non ci siamo pentiti

Riccardo De Vito, presidente di Magistratura democratica: "Purtroppo la prigione, da un punto di vista oggettivo, realizza ancora una funzione di "smaltimento" della povertà colpevole. Molti poveri, non necessariamente stranieri, sono tagliati fuori da tutto. È necessario creare dimore sociali e favorire l’ulteriore finanziamento di un progetto della Direzione generale dell’esecuzione penale esterna e di Cassa Ammende, finalizzato a trovare risorse e posti per i senza fissa dimora. Chissà che dalla positiva sperimentazione del progetto non possa uscire una diversa filosofia della pena e dei luoghi di espiazione".

Europa e coronavirus

Emergenza sanitaria in carcere: l'appello al Consiglio d'Europa

Il Consiglio d’Europa, nell'attuale situazione di grave crisi sanitaria, deve dare impulso a politiche che possano portare a una rapida riduzione del numero dei detenuti. A tutela dei diritti fondamentali di questi ultimi e della salute pubblica

Carcere e coronavirus

Non aspettare

Ridurre subito le presenze all’interno del carcere, anche alleggerendone la pressione dall’esterno: soltanto in questo modo il rischio di contagio potrà essere seriamente fronteggiato. Per tutelare, oggi, la salute dei detenuti e garantire così, un domani, la sicurezza dei cittadini

Ergastolo ostativo e CEDU

“Nessuno si salva da solo...”

Stefano Musolino, membro dell’Esecutivo nazionale di Md: “la Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che l’ergastolo ostativo previsto dal nostro ordinamento penitenziario è contrario al principio della dignità umana e viola l'art. 3 della Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo

Fatti di Rebibbia

Il rischio della giustizia “a portata di mano”

Con i provvedimenti di sospensione adottati dal Dap non si attacchi un modello di carcere che costituisce un’eccellenza nel panorama penitenziario italiano