La lesione di un diritto e di una funzione

L’articolo 30-bis introdotto al Senato – con un emendamento proposto dai partiti di maggioranza – alla legge di conversione del decreto legge “sicurezza” 2026 (d.l. n. 23 del 24 febbraio 2026) prevede un compenso per gli avvocati che decideranno di assistere un cittadino straniero che sceglie di partecipare a un programma di rimpatrio volontario, compenso che sarà corrisposto a rimpatrio avvenuto, mentre sarà esclusa dal patrocinio a spese dello stato l’assistenza legale per i migranti che intenteranno cause contro i provvedimenti di espulsione.

Una difesa adeguata è il primo presidio dei diritti e un diritto che deve essere riconosciuto a tutti e a tutte e non può essere aggirato attraverso la previsione di incentivi che di fatto sviliscono il ruolo del difensore favorendo una condotta collaborativa che si pone in aperto e palese contrasto con gli interessi dei propri assistiti.

Magistratura democratica denuncia la palese contrarietà all’articolo 24 della Costituzione dell’introduzione dell’incentivo e dell’esclusione dal patrocinio a spese dello stato ed esprime vicinanza allo stato di agitazione dell’Organismo Congressuale Forense augurandosi che in sede di conversione alla Camera tale emendamento venga ritirato.

L’Esecutivo di Magistratura democratica

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