Parole di Giustizia 2026 · Siena, 23–24 ottobre
«In un modo o nell’altro, tutti noi stiamo perdendo la nostra casa. Tutti noi stiamo diventando dei senza casa. Tutti noi siamo spaesati. Spaesati: un termine che rende bene l’idea di chi si sente fuori luogo anche dentro il proprio paese, di chi si sente distaccato, estraneo, come uno straniero».
Sono le parole con cui Ece Temelkuran, scrittrice e giornalista turca, apre il suo libro Stranieri come te, un’acuta riflessione sulla Nazione degli esclusi nel nuovo millennio. E sono anche le parole con cui annunciamo «Stranier* come noi», l’edizione 2026 di Parole di Giustizia, cuore del lavoro dell’Associazione Borrè-Verardi. Quest’anno la manifestazione sarà a Siena, in collaborazione con l’Università per Stranieri e con il suo Rettore, Tomaso Montanari, il 23 e 24 ottobre. Save the date: Siena, 23–24 ottobre 2026. Due giorni per pensare insieme un mondo senza esclusi.
Declineremo il tema delle straniere e degli stranieri a tutte le latitudini, mettendo a fuoco una questione culturale fondamentale: la decostruzione delle retoriche identitarie.
Ognuno di noi vive, in qualche modo, la condizione dello straniero. Per tornare alla riflessione di Ece Temelkuran, «essere straniero è un antidoto alla gabbia di essere qualcuno»: alla gabbia dei confini, delle identità e delle culture che pretendiamo esclusivamente nostre, fino a difenderle con le armi. Essere stranieri significa, allora, sottrarsi alla logica delle appartenenze esclusive e riconoscersi nell’umanità comune. Significa scegliere la pace.
A breve presenteremo il manifesto e la locandina, disegnati da Francesco Piobbichi, che ha fatto del segno grafico uno strumento di testimonianza, memoria e lotta politica, soprattutto sui temi delle frontiere e delle migrazioni.
Ecco, intanto, il programma delle due giornate.
Venerdì 23 ottobre
Alle ore 10.00, l’anteprima nelle scuole, presso l’Istituto Piccolomini. Rita Sanlorenzo, Giuseppe Alfarano, Aya Ashour e Bukhari Haseeb partiranno dalla narrazione delle vite e delle esperienze concrete nell’incontro «Siamo tutti stranieri».
Nel pomeriggio, a Palazzo Pubblico, dopo i saluti di Rita Sanlorenzo, Tomaso Montanari, Simone Silvestri e Franco Ippolito, la parola passerà dapprima a Tomaso Montanari per una lectio su «Universalismo dei diritti e diversità delle culture», introdotta da Livio Pepino. Seguirà il dialogo tra Tommaso Greco e Marco Aime, moderato da Andrea Zampini, su «Il carattere artificiale dei confini». Alle ore 18.00 ci sposteremo nel Palazzo Vescovile per il confronto – guidato da Nello Rossi – tra l’arcivescovo di Siena, Augusto Paolo Lojudice, e l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, su «La religione che unisce, la religione che divide»
Sabato 24 ottobre
Nei locali dell’Università per Stranieri, Antonella Di Florio introdurrà una sessione particolare: il poeta e latinista Alessandro Fo dialogherà con l’antropologo Augusto Cacopardo su come «Affrontare lo spaesamento».
Per noi giuristi sarà fondamentale la sessione dedicata a «Il diritto ambivalente: esclusione, tutele, effettività», con Michela Frulli, Marco Gattuso e Maurizio Veglio, introdotti dalla presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano.
Chiuderà la mattinata una sessione dal titolo evocativo: «E non sapevamo neanche leggere la lingua delle melanzane. Decolonizzare la cultura». Alla lezione di Paola Caridi seguirà un dialogo con Riccardo De Vito.
Il pranzo a buffet sarà preparato da un’associazione palestinese. Nel pomeriggio ci occuperemo di esperienze e immaginari: Aya Ashour, Giuseppe Alfarano, Bukhari Haseeb e Andrea Satta, coordinati da Viola Mazzucchelli, discuteranno di «Stranieri tra aspettative e realtà». Subito dopo, Chiara Gabrielli introdurrà Pietro Cataldi e Igiaba Scego che ci accompagneranno nell’incontro «Lo straniero nella letteratura».
Speriamo di avervi incuriositi. Vi aspettiamo !
Esecutivo di Magistratura democratica