Prima gli uffici

Area Csm

Prima gli uffici

di Esecutivo di Magistratura Democratica

PRIMA GLI UFFICI
 
Ieri mattina il plenum del Csm era chiamato a una votazione attesa.
Si decideva quale risoluzione adottare (tra le due elaborate dalla V Commissione) in merito alle legge 114/2014 e, nello specifico, ai concorsi precedenti al 24.6.2014 e non ancora decisi.
 
L’orientamento del gruppo di Area è noto e si rispecchiava nella proposta di maggioranza: applicare la normativa transitoria a tutte le procedure pendenti (tre anni con termine finale 70 anni o il 31.12.2015), secondo un’interpretazione che privilegiasse la funzionalità e l’interesse collettivo degli uffici, rispetto alle pur legittime aspirazioni personali dei candidati.
 
Il risultato della votazione:
- proposta B - 14 voti
(consiglieri di MI, Unicost, Capi di Corte,  Leone, Zanettin, Balducci)
- proposta A - 9 voti
(Area, Casellati, Fanfani)
Astenuto : Balduzzi

Nel dibattito (in cui per il nostro gruppo sono intervenuti Napoleone, Aschettino, Fracassi e Morosini), abbiamo ribadito l’importanza di privilegiare un approccio generale, che vincolasse tutte le procedure, per evitare che decisioni “caso per caso” lasciassero spazio a eccessive discrezionalità.
 
La nomina di un dirigente è un investimento. Per questo gli va garantita, prima di tutto, la possibilità di fare programmi e di dare un contributo organizzativo che non possa limitarsi a pochi mesi.
 
Ne restiamo profondamente convinti, anche se il voto di oggi ci ha visto in minoranza e riteniamo che l’esito non abbia in alcun modo ridimensionato la validità della nostra posizione.
 
Non solo, infatti, rifiutando proposte di accomodamento, abbiamo affermato il principio che riteniamo fondamentale.Ma, l'andamento del dibattito (che si è protratto fino al primo pomeriggio), ci ha consentito anche di evidenziare che la scelta interpretativa, secondo noi tecnicamente preferibile, rispondeva alle nostre opzioni culturali di fondo.

In poche parole: la priorità è l’interesse dell’ufficio e non la carriera.

Altro aspetto da non tralasciare: la nostra soluzione offriva un criterio oggettivo e trasparente. Mentre la proposta approvata rinvia alla fase del merito la valutazione “caso per caso” di quanto tempo occorra per ritenere adeguato il periodo di permanenza di un dirigente.

Il "caso per caso" è tristemente famoso nella gestione delle nomine.

Vigileremo su quanto le proclamazioni di principio di chi ha ritenuto preferibile questa modalità, corrisponderanno ai fatti e ci impegneremo comunque a dare concretezza ai nostri valori di riferimento.
 
I componenti di Area al CSM
Ercole Aprile
Antonello Ardituro
Lucio Aschettino
Nicola Clivio
Valerio Fracassi
Piergiorgio Morosini
Fabio Napoleone

(6 novembre 2014)

06/11/2014

Articoli Correlati

La sede nazionale della CGIL devastata

Un grave attacco alla difesa collettiva dei diritti e alla democrazia costituzionale

Il violento assalto alla sede nazionale della CGIL, operato ieri da formazioni di estrema destra, rappresenta una grave ferita per la democrazia costituzionale: un colpo inferto alla difesa collettiva dei diritti e alle conquiste di chi ha sempre lottato per la sicurezza sul lavoro e l’emancipazione dei lavoratori dallo sfruttamento. Magistratura democratica esprime tutta la sua vicinanza alla CGIL, avvertendo al contempo il pericolo che gruppi organizzati di stampo squadrista, attraverso azioni violente come quelle verificatesi ieri a Roma, possano prendere il controllo del malcoltento.

Vaccinazione e certificazione verde

Il dovere di fare chiarezza

Ogni critica rappresenta l’anima del confronto e deve perciò essere sempre tenuta in considerazione: anche se aspra, caricaturale o persino oltraggiosa. Ma altra e diversa cosa dalla critica è l’attribuzione di pensieri ed opinioni mai espressi, per giunta contrari a verità. Quando ciò accade, l’informazione si trasforma in menzogna e la “notizia” in artificio ingannevole, falso ed infamante.

Eguaglianza, donne e diritto

Per le donne afghane

Ad ogni regime autoritario che faccia dell’oscurantismo il paradigma della condizione femminile deve corrispondere una campagna internazionale di mobilitazione delle coscienze e di sostegno umanitario. Con questo auspicio, rivolgiamo un appello a tutti i governi e agli organismi internazionali, affinché mettano al centro dei loro programmi il dovuto ausilio alla popolazione afghana, attivando ogni necessario meccanismo di protezione internazionale per le donne e i profughi di questo Paese.

Vaccinazione e certificazione verde

Il vaccino: un diritto ed un onere

La vaccinazione anticovid è, al tempo stesso, un diritto ed un onere. Uno strumento di liberazione dai più gravi timori per la salute individuale e collettiva, il cui mancato adempimento ben può giustificare una serie di calcolate restrizioni e limitazioni, adottate nell’interesse collettivo, in vari ambiti della vita sociale.