Canepa: "Mettere magistratura

Carcere

Canepa: "Mettere magistratura

di Esecutivo di Magistratura Democratica
in condizioni di applicare la legge"

Svuotare carceri dove le condizioni di vita sono disumane è da ieri legge, e, da sempre un dovere morale. Mettere la magistratura in condizioni di applicare la legge è un imperativo altrettanto urgente.

I magistrati ed i tribunali di sorveglianza sono al tracollo, senza personale e senza risorse sono chiamati ad uno sforzo sovrumano. Il sistema è in emergenza, si deve con urgenza provvedere.

Anna Canepa, segretario generale Magistratura Democratica

(20 febbraio 2014)

20/02/2014

Articoli Correlati

Su improcedibilità, criteri di priorità e nuovo volto della pena

Processo penale: cambiare sì, ma come?

La norma sulla improcedibilità contenuta nella proposta di riforma 'Cartabia', oltre a stridere con l'articolo 112 della Costituzione, è potenzialmente irragionevole, perché 'colpisce' con un'unica e rigida sanzione processuale situazioni e processi molto diversi tra loro, trascurando la diversa gravità dei reati e la diversa complessità degli accertamenti da svolgere. L'improcedibilità così concepita, inoltre, diminuisce la qualità delle garanzie delle persone sottoposte a giudizio e rischia di sacrificare i diritti delle persone offese. Né risponde a pretese esigenze del diritto europeo, ove non si richiede che un processo finisca 'entro un certo termine', ma piuttosto che finisca 'utilmente', ossia con un accertamento del fatto.

Processo Civile Telematico

Una proposta di metodo

Le recenti, gravi disfunzioni nei servizi informatici legati al PCT rendono evidente la necessità di un cambio di paradigma nella programmazione e verifica degli aggiornamenti di sistema, da perseguire mediante una gestione più partecipata dal basso e tramite un maggiore coinvolgimento degli Uffici da parte della DGSIA.

Libia

Il dramma sotto gli occhi

In occasione dell'imminente voto parlamentare sulla cooperazione con la Libia, riteniamo doveroso porre attenzione alle proposte che oggi verranno lanciate nei presidi delle associazioni non governative, riunite sotto lo slogan «Libia, una benda per non vedere?». Ce lo impongono le immagini dei militari libici che inseguono i migranti, sparando colpi di mitraglia ad altezza d'uomo, e le parole spese nelle sentenze dell'autorità giudiziaria italiana sugli orrori subiti dai trattenuti nei centri di detenzione libici.

I fatti di Santa Maria Capua Vetere

L’ennesimo tradimento della democrazia

Le immagini dei pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ci richiamano alla necessità di porre al centro della riflessione i temi della tortura, della violenza di polizia e dell’uso eccessivo della forza da parte chi detiene il monopolio della violenza. Nella convinzione che, in questo campo, la prevenzione degli abusi passi anche attraverso una ri-costruzione culturale, politica e simbolica del concetto di "ordine pubblico", oltre che per un serio ripensamento dei modelli organizzativi delle agenzie di polizia. 

Festa della Liberazione

Perché il 25 aprile ci è indispensabile

Da sempre il senso di questa ricorrenza va oltre la volontà di ricordare la Liberazione dal nazifascismo. Ribadire la forza di principi fondamentali quali la libertà e la giustizia è una necessità ed un momento di “ricostruzione”, che passa anche dalla condivisione di valori, e da una giornata che li celebri.