Roma, Pres. tribunale e Procuratore

L'appello

Roma, Pres. tribunale e Procuratore

di Esecutivo di Magistratura Democratica
"Considerare aspiranti su situazione uffici"

AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

I sottoscritti magistrati del distretto di Corte di Appello di Roma

PREMETTONO


- con delibere del 28.6.2011 e del 21.9.2011 sono stati banditi i concorsi per l’assegnazione dei posti di Presidente del Tribunale di Roma e di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma;
- ai sensi del punto 4.2. del “Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria, relativo al conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, Circolare P19244 del 19 agosto 2010”, approvato con Delibera del 30 luglio 2010 e modificato con successiva delibera del 7 luglio 2011, ai fini della valutazione del Consiglio circa il merito e le attitudini dei singoli aspiranti assumono rilievo l’elaborazione di un progetto organizzativo di massima relativo all’ufficio richiesto (lettera d) e gli esiti dell’eventuale audizione degli aspiranti medesimi (lettera f);
- una buona organizzazione degli uffici giudiziari di Roma contribuisce alla dignità del nostro lavoro e all’efficienza del servizio reso alla collettività;

RITENGONO NECESSARIO


che i singoli aspiranti siano valutati in relazione alle proposte presentate in relazione ad alcuni punti specifici, che appaiono particolarmente qualificanti

CHIEDONO


quindi che nel disporre audizione degli aspiranti ai posti sopra indicati ciascun candidato sia interpellato in relazione a:
a)    Ruolo dei presidenti di sezione e dei procuratori aggiunti, in particolare con riferimento alla distribuzione degli affari e delle risorse tra le sezioni e tra  i magistrati, nonché alle misure in merito alla gestione dei ruoli, con riguardo alle priorità che si intendono fissare e ad eventuali accorgimenti da adottare in occasione di trasferimenti di unità appartenenti all’ufficio;
b)    Ridefinizione della posizione dell’Ufficio di Presidenza (per il Tribunale) e assetto dei rapporti con i presidenti di sezione;
c)    Individuazione di eventuali forme di raccordo costante tra i semidirettivi, al fine dello scambio di prassi e orientamenti;
d)    Implementazione, diffusione ed utilizzo dei sistemi informatici;
e)    Istituzione e diffusione, per il Tribunale, dell’Ufficio del giudice di cui all’articolo 37, comma 4, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98;
f)    Ruolo della magistratura onoraria.


Roma, 16 gennaio 2012

Valerio Savio, Nicola Di Grazia, Cecilia Pratesi, Antonella Diflorio, Tiziana Coccoluto, Carlo Sabatini, Franco Petrolati, Andrea Sclafani, Glauco Zaccardi, Amelia Torrice, Federico Salvati, Cristiano Valle, Margherita Leone, Daniela Rinaldi, Silvia Albano, Stefano Meschini, Elisabetta Pierazzi, Maria Laura Paesano, Maria Agrimi, Maria Luisa Rossi, Orlando Villoni,

03/02/2012

Articoli Correlati

venerdì 4 giugno 2021, ore 15:00/18:00 e sabato 5 giugno 2021, ore 10:00/13:00

Il ruolo del PM nella giurisdizione: attualità e prospettive

Venerdì 4 e sabato 5 giugno 2021, su piattaforma Zoom, si è tenuto il Webinar organizzato da Magistratura democratica dedicato al Pubblico Ministero e al suo ruolo nella giurisdizione, tra attualità prospettive.

sabato 20 marzo 2021, ore 9:30/12:30

Dalla crisi e dalle cadute nel governo della magistratura all’attacco alla giurisdizione

A partire dalle ore 9:30 di sabato 20 marzo 2021, su piattaforma Zoom, si è tenuto il Webinar organizzato da Magistratura democratica, dedicato ai temi della Crisi e delle cadute nel governo della magistratura e degli attacchi alla giurisdizione.

Perfezionare la riforma Orlando

Al fianco della magistratura onoraria

Magistratura democratica esprime il suo sostegno ai magistrati onorari e alle loro richieste di una retribuzione più adeguata e di un regime previdenziale e assicurativo che riconosca alla magistratura onoraria lo status che merita.

Il DDL di riforma “Bonafede”

Contrastare la deriva carrieristica con la normalizzazione burocratica?

Il recente DDL “Bonafede” non segna la svolta in funzione del cambiamento culturale richiesto: quello volto a disegnare una magistratura “senza carriera” e una dirigenza non intesa come corpo separato all'interno della magistratura, ma come esperienza diffusa e come funzione reversibile. La riforma delineata dal DDL “Bonafede”, al contrario, rischia di allontanare la magistratura dalla sua fisionomia costituzionale e, al contempo, di trasformare il CSM in un organo di amministrazione e di governo del personale: un primo passo, questo, verso una ristrutturazione in senso verticistico e burocratico dell’ordine giudiziario e, dunque, verso la perdita del suo assetto funzionale ad una giurisdizione indipendente.

Riforme e autogoverno

CSM: una legge elettorale in funzione del suo ruolo costituzionale

Garantire rappresentatività alle diverse idee e visioni che si hanno della giurisdizione, abbandonando le logiche personalistiche; restituire il potere di scelta al magistrato elettore; allargare la partecipazione, smarcandola dall’ipoteca delle correnti; dare cittadinanza alle diverse professionalità, introducendo meccanismi di riequilibrio che assicurino una risposta alla questione, non più eludibile, della corretta rappresentanza di genere. Sono queste le proposte di Magistratura democratica per la riforma del sistema elettorale del CSM, elaborate all’esito di un percorso di riflessione collettiva avviato con il seminario del 3 giugno e proseguito nel Consiglio nazionale dell’11 giugno.