Considerazioni sul referendum

Pillole

Considerazioni sul referendum

di Giovanni Palombarini

E’ vero, Stefano Rodotà e il nostro Mimmo Gallo, con altri,  lo avevano scritto a chiare lettere: l’inammissibilità del referendum era largamente prevedibile se non addirittura scontata (anche se qualche giurista importante era di opinione diversa). Come è  vero che la corte costituzionale va difesa, essendo stata in questi anni un punto di resistenza forte al “berlusconismo”, anche se qualche comportamento di qualche giudice è apparso in passato inopportuno. Come è vera  - e meritevole di riflessione -  la circostanza che il referendum proposto da Passigli e Ferrara non ha trovato alcun appoggio, né in sede politica né in sede sindacale (Giovanni Ferrara, mi pare di ricordare, sperava molto, inutilmente, nell’adesione della Cgil), nonostante fosse significativo per quel che voleva abrogare e certamente ammissibile, tanto che i proponenti vi hanno rinunciato.

Si può però a questo punto fare una considerazione a due facce. La prima. In tanto si è cominciato a parlare di una riforma della “porcata” in quanto il referendum che è fallito è stato proposto. I boss che guidano i partiti oggi rappresentati in parlamento, al di là di tante critiche alla legge, di certo non avrebbero fatto alcuna mossa per cambiarla, non solo perché attribuisce loro un enorme potere, ma anche perché non hanno un’idea del come modificarla. La seconda faccia. Al di là di tante parole, dopo l’esito della vicenda, gli stessi boss non si muoveranno (Berlusconi ha già fatto sapere, la cosa era scontata, che la legge va bene così, salvo qualche correzione per il senato; per Bossi questa legge rappresenta l’unica speranza - anche se a mio giudizio si tratta di un’illusione -  di tornare un giorno al governo; il Pd è profondamente diviso al proprio interno; la proporzionale fa paura a tutti). Che se poi quella che viene chiamata “l’antipolitica” (cioè la crescente delusione popolare per questo modo di gestire le istituzioni della Repubblica) dovesse esprimersi attraverso l’aumento dell’astensionismo, la circostanza sarebbe per loro irrilevante, visto che comunque la “porcata” li garantirebbe.

Per i democratici  - anche per Md? – si pone oggi il compito di tenere vivo il problema presso l’opinione pubblica, in attesa di qualche novità politica. Che non è un compito da poco

13/01/2012

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